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Proteste e tremila arresti in Russia dopo l’arresto di Navalny

In Russia continuano le proteste contro l'arresto di Navalny. Sarebbero più di 3 mila i fermi effettuati dalla polizia in tutto il paese

arresti in russia a seguito delle proteste a favore di navany

Sono giornate di tensione quelle che in questi giorni si stanno svolgendo in Russia, e il motivo è semplice: l’arresto di Alexei Navalny. Proteste che si sono concretizzate in arresti da parte della polizia russa ai danni dei manifestanti pro Navalny.

Proteste e tremila arresti in Russia dopo l’arresto di Navalny.

A seguito dell’arresto di Alexei Navalny, il dissidente russo preso in custodia dalla polizia dopo aver fatto rientro in patria dalla Germania, presso la quale era stato curato a seguito di un avvelenamento, che si sospetta fosse da parte dei servizi segreti russi, ecco scoppiare in tutto il paese proteste da parte dei manifestanti pro Navalny.

La tensione in questi ultimi giorni, dopo l’arresto del dissidente, è salita alle stelle per poi sfociare in proteste di piazza in tutta la Russia: si va dalle zone più orientali della Siberia, comprese Vladivostok, Khabarovsk e Chita, sino a Mosca, la città che rappresenta l’autorità governativa.

Nella sola Mosca, secondo gli ultimi dati, sarebbero circa 4000 i partecipanti alle manifestazioni, come ricordato dal Finacial Times: -“La folla si estendeva per chilometri in tutte le direzioni dalla centrale Piazza Pushkin”. Ed è proprio in questa piazza che si sono effettuati un gran numero di arresti, compreso un ragazzino di 12 anni. Scontri che sarebbero in corso anche all’angolo tra la Petrovka e lo Strastnoy Boulevard. Anche gli automobilisti hanno dato il loro apporto alla protesta, suonando il clacson contro gli agenti di polizia; una situazione analoga si era verificata nel corso delle manifestazioni contro il presidente bielorusso Lukashenko.

Al momento secondo indiscrezioni di stampa, gli arresti effettuati in tutto il paese sarebbero 3.324

La tensione in ogni caso non è destinata a scendere: i manifestanti chiedono infatti la liberazione di Navalny, e lamentano la politica portata avanti da Putin nei confronti dei dissidenti politici. A conferma che le proteste non si fermeranno, anche un tweet da parte di  Leonid Volkov, coordinatore della rete regionale del Fondo Anti-Corruzione di Navalny, nel quale si legge: -“Il prossimo fine settimana terremo nuove proteste in tutto il Paese.

Alexey Navalny deve essere immediatamente rilasciato dalle grinfie dei suoi assassini e le nostre richieste, assolutamente giuste, devono essere soddisfatte”.

La preoccupazione della Farnesina

Anche la Farnesina segue con preoccupazione la situazione russa e i suoi possibili sviluppi, come dichiarato in un tweet rilasciato dalla stessa: -“La Farnesina segue con preoccupazione l’arresto di centinaia di manifestanti scesi in piazza in diverse città russe per richiedere la liberazione di Navalny. Continuiamo a chiedere il suo rilascio immediato e ci aspettiamo che vengano rispettati i suoi diritti”.

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