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Blasfemia in Pakistan, infermiera torturata in ospedale

La storia di una donna accusata dalle colleghe e i retroscena violenti dell’accaduto.

Ambulanza
Ambulanza

La polizia ha accusato di blasfemia in Pakistan un’infermiera di nome Tabitha Nazir Gill. La donna è indagata per “aver usato commenti dispregiativi pronunciati o scritti, direttamente o indirettamente, che offendono il nome di Maometto o degli altri profeti”. La notizia è stata riportata dall’Agi e confermata da fonti estere.

Blasfemia in Pakistan

Tabitha Nazir Gill è un’infermiera e anche cantante di fede cristiana accusata da alcuni colleghi. La donna è stata picchiata e anche torturata dal personale e da alcuni visitatori dell’ospedale. La polizia ha preso in consegna la donna e successivamente scelto di liberarla, salvo poi cambiare idea. Tabitha avrebbe pronunciato secondo i colleghi dei commenti dispregiativi contro Abramo, Adamo e Maometto. Avrebbe anche proclamato il nome di Gesù ai pazienti che attualmente si trovano nel nosocomio Sobhraj Maternity Hospital di Karachi.

La vendetta sul posto di lavoro è piuttosto frequente in Pakistan e spesso fa leva sulla legge contro la blasfemia.

Altri episodi

Purtroppo non si tratta dell’unico episodio di violenza. Di recente due giudici della Corte suprema di Kabul sono stati uccisi. Le donne stavano viaggiando a bordo di una vettura quando sono state raggiunte da un commando armato: nell’agguato è rimasto ferito anche il conducente della vettura.

In Nigeria un ragazzino è stato invece condannato a 10 anni di carcere sempre con l’accusa di blasfemia.

La legge islamica non tiene conto della giovane età dell’accusato, raggiunta, per la Sharia tutti sono pienamente imputabili.

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