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App contapassi ha incastrato un uomo per l’omicidio della moglie

Un uomo dell'Alabama è stato condannato a 16 anni di carcere per l'omicidio della moglie dopo essere stato incastrato dall'app contapassi.

Smartphone
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Uno smartphone può trasformarsi in una prova concreta per un omicidio. Un uomo dell’Alabama lo ha scoperto sulla sua pelle, quando è stato condannato a 16 anni di carcere per aver ucciso la moglie. Ci sono molti indizi che hanno portato alla condanna di Jeff West con l’accusa di omicidio colposo, ma un’app ha avuto un ruolo determinante.

Uomo incastrato da app contapassi

I dati dell’app per la salute sullo smartphone hanno avuto un ruolo importante in questa sentenza. Secondo quanto riportato, West ha raccontato alle forze dell’ordine di essere andato a dormire alle 22.30 la notte della morte della moglie, nel 2018. Secondo i dati dell’app contapassi, invece, ha fatto 18 passi tra le 23.03 e le 23.10.

La vittima è Kat West, una donna di 42 anni. Questa non è load prima volta che i dati di una app per la salute vengono citati in un caso di omicidio. Per esempio, in un evento del 2016, la polizia americana si è basata sui dati dell’Apple Watch della vittima per smentire le affermazioni di un accusato. Nel 2017, i dati Fitbit hanno contraddetto i racconti di un uomo sulla morte della moglie.

Questi dati sono stati usati anche in un omicidio del 2016 in Germania. In questo caso non erano solo i dati del telefono di Jeff West a contraddire le sue affermazioni.

AL.com ha riferito che il dottor Stephen Boudreau, patologo del Dipartimento di Scienze Forensi dell’Alabama, ha scoperto che il colpo alla testa di Kat West probabilmente non è stato causato da una caduta. Il patologo ha evidenziato che qualsiasi cosa abbia dato il colpo “era pesante ma non tagliente“. Vicino al corpo di Kat West è stata trovata una bottiglia di assenzio. Il delitto della donna e la conseguente condanna di Jeff West fanno capire che la tecnologia è sempre in ascolto e le forze dell’ordine lo sanno, tanto che in diversi casi può diventare una prova. Zachary McCoy, per esempio, è stato indagato per furto con scasso perché i dati sulla posizione del suo telefono hanno confermato che era vicino alla scena del crimine.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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