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India, arrestata Disha Ravi per incitamento alle proteste

A soli 22 anni la ragazza è stata fermata per il suo impegno nelle proteste al fianco degli agricoltori.

Disha Ravi arrestata in India

Disha Ravi è una giovante attivista per il clima di Fridays For Future: la ragazza è stata arrestata a seguito di una pubblicazione di un documento, che era a sostegno delle proteste degli agricoltori indiani. Disha si era, infatti, posta dalla parte dei contadini, ma questa decisione ha comportato l’accusa di cospirazione contro il governo.

Disha Ravi, giovane attivista di Fridays for Future, arrestata in India

La stessa Greta Thunberg, sua sostenitrice, aveva condiviso il documento in difesa dei contadini.

Disha Ravi è una giovane ragazza di 20 anni. Tuttavia la sua giovane età non ha fatto sì che le autorità indiane non la considerassero una “cospiratrice chiave nella formulazione e divulgazione del documento”.  C’è da dire che tale attestato non è stato firmato, ma è disponibile su un sito pubblico di condivisione crittografato, il quale fornisce un vero e proprio elenco di consigli a coloro che vogliono contribuire in senso posotivo alle proteste.

É da ricordare, per chi non lo sapesse, che da mesi migliaia di agricoltori stanno manifestando contro le nuove leggi sull’agricoltura: i coltivatori, difatti, sono convinti che queste nuove norme metteranno in serie difficoltà economiche i piccoli produttori.

Sono state moltissime le voci di coloro che hanno abbracciato da tutto il mondo la difesa dei contadini, tra cui anche quella della famosa cantante Rihanna

Inoltre, molti sono stati i campi protesta improvvisati intorno a Nuova Delphi, la capitale dell’India.

Gli stessi operai hanno scioperato in diversi stati. Fin quando, il 26 gennaio scorso, polizia e manifestanti sono arrivati allo scontro.

Tornando a Disha Ravi, ella è una delle fondatrici di Friday for Future, letteralmente “Venerdì per il futuro“,  il movimento ambientalista guidato da Greta Thunberg. Friday For Future si propone, prima di tutto, di tenere alta l’attenzione sul tema dei cambiamenti climatici, in modo da trasformarlo in una priorità per l’agenda politica internazionale. 

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Disha Ravi: ritenuta colpevole di incitamento alle rivolte degli agricoltori

Tuttavia, a quanto dicono le autorità indiane, Disha sarebbe l’autrice del documento che avrebbe spinto gli agricoltori alle rivolte ed addirittura a firmare istanze contro il governo. Come detto prima, è stata la stessa Thunberg ha twittare il 3 febbraio scorso il documento, facendo in modo da farlo girare. Ma, questa scelta sembra aver irritato non poco le autorità indiane: non a caso, infatti, la polizia di Delhi lo stesso giorno ha annunciato di aver aperto un’indagine penale sui creatori del toolkit. Quest’ultimi sarebbero la causa che avrebbe incitato il tumulto:

In questo documento, c’è un piano d’azione (che) il 26 gennaio o dopo, ci sarà uno sciopero digitale e una tempesta di tweet e anche un’azione fisica il 26 gennaio”, ha detto il commissario speciale Praveer Ranjan in una conferenza stampa il 4 febbraio “Utilizzando questo toolkit, le persone sono state informate (su come entrare e uscire da Delhi).”
Domenica, la polizia ha accusato Ravi di aver avviato un gruppo WhatsApp che ha collaborato al documento. “Ha lavorato a stretto contatto con loro per redigere il Doc … È stata lei a condividere il Toolkit Doc con Greta Thunberg”, ha detto la polizia, aggiungendo che Ravi aveva contribuito a “diffondere disaffezione contro lo Stato indiano”.

In aggiunta, contemporaneamente all’arresto di Disha, è esplosa la disapprovazione mondiale, partendo dall’autrice Meena Harris, nipote del vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, e arrivando a molti politici indiani: parliamo anche di coloro che fanno parte del partito di opposizione. La cattura della ragazza è stata vista come un vero e proprio attacco alla democrazia. E affinchè la giovane venga liberata, è nata una petizione online:

Il disprezzo della polizia di Delhi per lo stato di diritto non è un segreto. Tuttavia, quest’azione contro un individuo senza seguire il giusto processo di legge, e in chiara violazione delle norme per gli arresti e le detenzioni stabilite dalla Corte Suprema, riflette il disprezzo assoluto per i principi costituzionali. L’atto di criminalizzare i giovani per aver esteso la solidarietà a una lotta che risuona con le loro stesse aspirazioni per un futuro sano e sicuro, colpisce” si legge nella petizione“.

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