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Scandalo abusi sessuali nella chiesa tedesca di Colonia

Scandalo abusi sessuali nella chiesa tedesca di Colonia, i nomi di chi sapeva, le decisioni dell'arcivescovado e il dossier che andrà alla Santa Sede

Scandalo abusi sessuali nella chiesa tedesca di Colonia
Il cardinale Rainer Maria Woelki

Scandalo abusi sessuali nella chiesa tedesca di Colonia, sono 314 le vittime accertate da un’inchiesta che fa tremare l’arcivescovado. Non solo per le vittime, quanto piuttosto per i responsabili: 202. Il report rovente lo ha presentato in conferenza stampa il penalista Bjorn Gercke.

In quel faldone della vergogna sono elencati gli atti della chiesa degli anni che vanno dal 1975 al 2018 e in essi il 63% dei responsabili è appartenente al clero tedesco. Il cardinale di Colonia Rainer Maria Woelki ha commentato: “Mi vergogno profondamente e condanno l’occultamento dei fatti. Le azioni devono avere conseguenze anche per gli appartenenti al clero”. E il fascicolo presentato in queste ore del 18 marzo è solo un preambolo documentale.

Dopo quella polacca è toccato alla chiesa tedesca dunque.

Scandalo abusi sessuali: i responsabili

A partire dal 25 marzo infatti in dossier integrale sarà disponibile nelle sue due principali branche di indagine. Sono quello della cancelleria Gercke e quello precedente della cancelleria Westphal-Spilker-Wastl. Il vescovo di Amburgo Heße, già direttore del personale e poi vicario generale della diocesi di Colonia, avrebbe avuto precise responsabilità. Quali? Violare obblighi di ufficio in materia di abusi sessuali nella Chiesa in almeno undici occasioni censite.

Con lui il predecessore di Woelki in arcivescovado, il defunto cardinale J. Meisner. A suo carico 24 violazioni di obblighi d’ufficio. Inoltre l’attuale vescovo ausiliare, monsignor Schwaderlapp, è stato trovato responsabile di 8 violazioni. E non è finita: il cardinal Höffner, predecessore di Meisner al vertice della diocesi, sarebbe stato responsabile di 8 violazioni.

Gli anni neri e le percentuali

I dati hanno la triste cronologia all’indietro di tempi in cui indagare sui fatti o semplicemente parlarne era più difficile, come accaduto per i ricorrenti scandali omologhi negli Stati Uniti. Il 36% degli abusi risalirebbe al periodo precedente al 1975. A partire dal 2010 c’è stato un incremento dei casi, circa il 25% di tutti quelli individuati. Il cardinale Woelki ha sospeso da ogni incarico il vescovo ausiliare Schwaderlapp e il vicario giudiziale Assenmacher. Contestualmente ha annunciato l’invio del report agli uffici preposti della Santa Sede.

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