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Stallo nelle elezioni in Israele, il Likud non sfonda

Stallo nello spoglio delle elezioni in Israele, il blocco che fa capo a Netanyahu ha 52 seggi sui 120 della Knesset. Serve il soccorso arabo di Raam

Stallo nelle elezioni in Israele, il Likud non sfonda
Benjamin Netanyahu non ha ancora i numeri per dire che ha vinto le quarte elezioni in Israele in due anni

Situazione di stallo nelle elezioni in Israele e con lo spoglio dei voti ancora in corso. Il quarto appuntamento elettorale in due anni non riesce ancora a profilare la vittoria di uno dei due schieramenti. Il Blocco delle destre a sostegno di Benjamin Netanyahu non sfonda e il partito nazionalista Yemina di Naftali Bennett è di fatto ago della bilancia.

I numeri attuali dicono che i sostenitori del premier uscente hanno 52 seggi sui 120 della Knesset. Dal canto suo Bennett ne ha sette. I conti sono presto fatti: anche a fare il totale si arriverebbe a 59, cioè due seggi in meno dei 61 indicati come quorum di podio elettorale.

Stallo in Israele; decisivi i malati covid

Per questo motivo è attesissimo nelle sedi dei partiti lo spoglio dei voti dei malati di Covid e di quelli in quarantena.

Poi si passerà ai soldati e ai diplomatici all’estero. I risultati finali sono previsti per venerdì prossimo. In nottata e prima della chiusura della campagna elettorale Netanyahu, forte anche di una campagna vaccinale modello aveva arringato gli elettori con toni perentori. “L’unica alternativa ad un governo della destra guidato da me, è un quinto voto. Una chiara maggioranza degli eletti alla Knesset condivide la mia politica. Intendo intende spendere le prossime ore parlando con tutti i deputati che possono aiutarmi a costruire un governo stabile”.

Il “salvagente arabo” del Likud

I media sottolineano che una possibilità aritmetica per la maggioranza è legata a Raam, il partito arabo scissionista di Mansour Abbas. Se sull’onda emotiva dell’uscita dalla pandemia entrasse in coalizione con i suoi 5 seggi o garantisse appoggio esterno darebbe il “bingo” al premier uscente. Una situazione paradossale per il Likud, che però da anni ormai non fa più il pienone di voti.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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