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Estimi, Imu e Tari in aumento, cosa prevede la riforma del catasto

La rivoluzione della riforma della catasto partirà nel 2026, cosa succederà ad Imu Tati ed estimi?

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Il patrimonio immobiliare italiano verrà rivoluzionato dal primo gennaio 2026 con la riforma del catasto grazie all’operazione statistica di trasparenza inserita nella legge delega fiscale. Questo impatterà sui valori degli immobili, specie nei centri storici delle grandi città come Roma, Milano, Bologna, Genova, Napoli e Bari, con aumenti stimati del 128% degli estimi e Imu, Isee quadruplicato al +318% e un rialzo della Tari.

L’Imu e la Tari nella riforma del catasto

Dai banchi del governo Mario Draghi ha già dichirato di essere intenzionato a congelare l’impatto fiscale della misura per qualche tempo, ma, se così non fosse, l’Imu sulle seconde case salirebbe in linea con gli aumenti di valore degli immobili.

Riforma del catasto, cosa succede ad Imu e Tari

A livello pratico questo vorrebbe dire che l’imposta municipale propria potrebbe salire del 33% a Bari, del +151% a Milano, del 52% a Roma, del 56% a Bologna e a Napoli del 120%.

Riforma del catasto e Imu Tari

“Il percorso preso con la legge delega di rivedere i valori immobiliari e far emergere gli immobili fantasma è positivo – ha detto Ivana Veronese, segretaria confederale Uil – Resta però il problema di non utilizzare subito i nuovi dati che potrebbero portare, invece, ad una maggiore equità nella tassazione immobiliare”.

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