A che età si va in pensione: differenza tra uomini e donne
A che età si va in pensione: differenza tra uomini e donne
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A che età si va in pensione: differenza tra uomini e donne

A che età si va in pensione
differenza tra uomini e donne

In Italia cambia a che età si va in pensione dopo la legge Fornero. Sono presenti delle differenze tra l'età pensionabile di uomini e donne.

Il sistema pensionistico in Italia prevede delle differenze di età anagrafica e di annualità di contribuzione che uomini e donne devono avere per poter accedere alla pensione. In questo articolo si fornisce un quadro sulla normativa che disciplina la previdenza in merito a che età si va in pensione.

A che età si va in pensione in italia

Dal 2017 le regole per andare in pensione per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica cambieranno in modo sensibile. Le novità introdotte dalle legge di bilancio per il 2017 fa decorrere dal 1 maggio 2017 gli strumenti per anticipare l’età pensionabile, per quattro categorie di lavoratori che si trovano in condizione di oggettiva difficoltà come disoccupati, invalidi, lavoratori con familiari invalidi e addetti a mansioni particolarmente usuranti. Si tratta dell’Ape agevolato, fruibile dall’età di 63 anni ma che richiede un minimo di contributi che va dai 30 o 36 anni di contributi, e la quota 41 per coloro che hanno lavorato almeno per 12 mesi prima del compimento di 19 anni.

Pensione uomini

Prima della riforma Monti del 2011 i requisiti per accedere alla pensione erano legati o all’età anagrafica oppure alla combinazione dell’età anagrafica e i contributi lavorativi versati.

Gli uomini potevano andare in pensione all’età di 65 anni con 20 anni di contributi versati. Con la legge Fornero è il lavoratore dipendente pubblico va in pensione a 66 anni e 7 mesi, il lavoratore dipendente privato a 66 anni e 7 mesi e lavoratore autonomo a 66 anni e 7 mesi. La pensione anticipata per gli uomini è possibile se si accumulano 42 anni e 10 mesi di contributi versati. I professionisti che sono iscritti alle Casse previdenziali autonome seguono le regole della propria Casa.

Pensione donne

Prima della legge Fornero le donne andavano in pensione a 60 anni con 20 anni di contributi versati. Successivamente la lavoratrice dipendente pubblico a 66 anni e 7 mesi, la lavoratrice dipendente privata a 65 anni e 7 mesi e la lavoratrice autonoma a 66 anni e 1 mese. La pensione anticipata per le donne è prevista se hanno versato 41 anni e 10 mesi di contributi.

La legge prevede anche l’opzione donna che distingue lavoratrici dipendenti che possono andare in pensione a 57 anni d’età e 35 anni di contributi e lavoratrici autonome che possono accedere alla pensione a 58 anni con 35 anni di contributi versati.

Novità previste

Sempre dall’inizio del 2017 è stato introdotto il cumulo dei periodi assicurativi, che consentirà a chi ne beneficerà di mettere assieme tutta la contribuzione mista cioè accreditata presso diverso gestioni delle previdenza obbligatoria, quindi anche le cosiddette casse professionali, per raggiungere i requisiti contributivi per conseguire la pensione di vecchiaia o andare in pensione anticipatamente.

A partire dal 2018 non ci saranno distinzioni di sesso e lavoro e tutti, uomini e donne, accederanno alla pensione a partire dal 66 anni e 7 mesi. Le eccezioni previste riguardano i lavoratori del settore privato che potranno andare in pensione con 35 anni di contributi se hanno accumulato i requisiti entro il 31 dicembre 2012 e le lavoratrici dello stesso settore che potranno andare in pensione a 60 anni con 20 anni di contributi se hanno accumulato i requisiti entro il 31 dicembre 2012.

E’ previsto l’adeguamento in base alla speranza di vita rilevata dall’ISTAT, prima ogni 3 anni e dal 2019 ogni due anni.

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