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Etna, aumento dell’attività: registrato modesto trabocco lavico dal Cratere di Sud-Est

L’INGV Osservatorio Etneo ha segnalato l’intensificarsi dell’attività dell’Etna: registrato un modesto trabocco lavico del Cratere di Sud-Est.

vulcano

L’INGV Osservatorio Etneo ha segnalato l’intensificarsi dell’attività dell’Etna, sottolineando la presenza di un modesto trabocco lavico del Cratere di Sud-Est.

Etna, aumento dell’attività: modesto trabocco lavico dal Cratere di Sud-Est, la nota dell’INGV

Nella giornata di giovedì 10 febbraio, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha segnalato di aver registrato un incremento dell’attività dell’Etna. A quanto si apprende, infatti, un modesto trabocco lavico appare visibile dal Cratere di Sud-Est del vulcano siciliano.

In merito a quanto segnalato, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha comunicato quanto segue: “A partire dalle 14:20 UTC dalle telecamere della rete di video sorveglianza, si osserva un modesto trabocco lavico dal Cratere di Sud-Est, che fluisce in direzione Ovest – Sud Ovest.

Dal punto di vista sismico, è proseguita la fase di incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico, che intorno alle 13:30 UTC ha raggiunto la base del livello elevato. Le sorgenti del tremore permangono nell’area del Cratere di Sud-Est, ad una quota di circa 2.800 metri sopra il livello del mare”.

Inoltre, l’INGV ha precisato: “L’attività infrasonica ha mostrato un ulteriore incremento nel tasso di accadimento degli eventi e nella loro ampiezza.

Gli eventi infrasonici sono localizzati al Cratere di Sud-Est. Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni significative”.

Etna in eruzione: “Decisa intensificazione dell’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est”

A poche ore dall’ultimo aggiornamento diramato dall’INGV, l’attività sull’Etna ha continuato a intensificarsi, dando vita a un principio di eruzione vulcanica.

A questo proposito, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha annunciato: “A partire dalle 16:00 UTC circa si è assistito, attraverso fasi alterne in termini di intensità e frequenza, ad una decisa intensificazione dell’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est. Sulla base del modello previsionale, il plume vulcanico si dirige verso Ovest. Il flusso lavico prodotto dall’attività in corso al Cratere di Sud-Est appare ancora alimentato ed il fronte ha raggiunto una quota stimata di circa 2.900 metri sul livello del mare”.

Infine, l’INGV ha riferito: “È proseguita la fase di incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico, che con andamento oscillatorio ha raggiunto un livello elevato. Le sorgenti del tremore permangono nell’area del Cratere di Sud-Est, ad una quota di circa 2800-2900 metri sopra il livello del mare. Anche l’attività infrasonica ha mostrato un andamento in incremento, caratterizzato da vistose oscillazioni del tasso di accadimento degli eventi e dei loro valori di ampiezza che vanno da medio ad alto. Gli eventi infrasonici sono localizzati essenzialmente al Cratere di Sud-Est. Non si rilevano variazioni significative nelle serie temporali delle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo”.

Il vulcanologo Boris Behncke

L’intensificarsi dell’attività sull’Etna, che rappresenta il primo parossismo del 2022, è stato commentato dal vulcanologo Boris Behncke che, rispondendo a un commento su Facebook, ha scritto: “Al momento sembra che ce la stia proprio facendo ed è molto, molto bello!”.

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