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Fabio Cannavaro: le presenze in Nazionale

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L’epica storia azzurra di uno dei più grandi difensori di sempre: Fabio Cannavaro.

Non fosse stato per Gigi Buffon, Fabio Cannavaro sarebbe ancora il recordman delle presenze nella Nazionale Italiana di Calcio, strappato a suo tempo dalle mani di un certo Paolo Maldini.

Ma l’ex difensore napoletano, oggi allenatore della squadra cinese del Tianjin Quanjian può comunque consolarsi con alcuni primati tutt’altro che secondari: ad esempio, rimane il primo giocatore di movimento per presenze in azzurro – dunque portieri esclusi – e uno dei quattro capitani della Nazionale a sollevare una Coppa del Mondo. Inoltre, è ancora oggi il calciatore con il maggior numero di presenze da capitano (79) e uno dei quattro calciatori italiani ad aver conquistato il Pallone d’Oro, dopo Gianni Rivera, Paolo Rossi e Roberto Baggio (cui va aggiunto l’oriundo Omar Sívori).

Durante la sua carriera, spalmata fra Napoli, Parma, Inter, Juventus, Real Madrid e Al-Ahli, Cannavaro ha indossato la maglia azzurra della Nazionale Maggiore praticamente ininterrottamente dal 1997 al 2010: tredici anni, cui va aggiunto almeno un triennio come colonna dell’Under 21. In totale, il calciatore ha collezionato 21 presenze – con zero reti – in Under 21 e 136 presenze – con due reti – in Nazionale A.
Fabio Cannavaro esordisce in Nazionale Maggiore il 22 gennaio 1997, all’età di 23 anni, nell’amichevole Italia-Irlanda del Nord: il Commissario Tecnico è Cesare Maldini, ex selezionatore dell’Under 21, che lo ha visto crescere e lo vuole titolare già ai Mondiali di Francia del 1998, accanto all’altro golden boy Alessandro Nesta.

I Mondiali francesi non sono fortunati, con l’Italia eliminata ai quarti ai calci di rigore dalla Francia, ma il successivo impegno ufficiale è forse ancora più amaro: si tratta degli Europei del 2000, sotto la guida del nuovo Commissario Tecnico Dino Zoff, quelli del gol in extremis di Wiltord e del successivo golden gol di Trezeguet che fanno evaporare la finale – ancora contro la Francia – a un soffio dal trionfo.

Segue lo sfortunato quadriennio sotto la guida di Giovanni Trapattoni: nel 2002, Fabio Cannavaro è per la prima volta capitano azzurro nei mondiali nippo-coreani, ma il delirante arbitraggio di Byron Moreno spegne i sogni di gloria degli azzurri agli ottavi di finale contro la Corea del Sud; nel 2004, un’altra amarezza, con l’Europeo maledetto in Portogallo, quello di Totti-Poulsen e del “biscotto” Svezia-Danimarca.
Il riscatto arriva nel 2006, il Mondiale tedesco vinto dagli azzurri sotto la guida di Marcello Lippi.

Quasi un premio di fine carriera per molti calciatori ormai prossimi alla trentina o già oltre: Cannavaro è ormai alla soglia dei 33, e nella finale-rivincita contro la Francia tocca le 100 presenze in Nazionale. Dopo il trionfo, in molti, come Totti e Nesta, lasciano l’azzurro, mentre Cannavaro rimane: tuttavia il ciclo successivo non sarà altrettanto foriero di trionfi. Il difensore è costretto a saltare l’Europeo 2008, in Svizzera e Austria, a causa di un infortunio, e l’Italia di Roberto Donadoni si ferma ai quarti di finale. Il ritorno di Marcello Lippi sancisce il biennio finale e fatale per Cannavaro, con la doppia, disastrosa spedizione in Sudafrica, tra Confederations Cup 2009 e Mondiali 2010.


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