Facebook e Marketplace: dal mercatino dell'usato al traffico di armi
Facebook e Marketplace: dal mercatino dell’usato al traffico di armi
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Facebook e Marketplace: dal mercatino dell’usato al traffico di armi

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Problemi per Facebook con il nuovo servizio Marketplace. Nato per consentire lo scambio di oggetti fra utenti, è diventato un mercato proibito.

Marketplace, il nuovo servizio inaugurato da Facebook all’inizio della settimana è già diventato fonte di imbarazzo per la società di Menlo Park. Si tratta di una nuova funzionalità disponibile per ora negli Stati Uniti, in Australia, in Gran Bretagna e in Nuova Zelanda tramite app sia per iPhone, sia per i dispositivi con sistema Android. A breve dovrebbe arrivare ovunque, anche se prima occorrerà risolvere qualche inconveniente.

Marketplace: l’idea di Facebook per consentire agli utenti di scambiarsi oggetti usati

Nato dall’idea di consentire agli utenti di scambiarsi via Facebook oggetti usati, Marketplace si è trasformato in una manciata di giorni in un vero e proprio mercato proibito. Chi si attendeva infatti solo oggetti innocui come vecchi costumi, dischi, libri o antiquariato tecnologico, si è ritrovato in vendita anche materiale proibito e imbarazzante.

Su Marketplace, infatti, è finito di tutto, dalla droga alle prestazioni sessuali, dai cuccioli di animali alle armi, trasformando l’idea di Facebook in una vetrina illegale.

Problema tecnico, il sistema non ha filtrato i post che non rispettavano gli standard di vendita stabiliti dalla community

Dai vertici di Facebook, costretti a scusarsi per quanto accaduto, è arrivata la spiegazione. Si è trattato di un problema tecnico: il sistema, tramite uno specifico algoritmo, avrebbe dovuto filtrare i post, ovvero gli annunci di vendita, bloccando tutti quelli che violavano gli standard stabiliti all’interno della comunità, e non è riuscito a farlo.

“Stiamo lavorando per risolvere il problema” ha quindi spiegato Mary Ku, direttrice della gestione prodotti di Facebook, “e controlleremo da vicino i nostri sistemi per avere la certezza che stiamo individuando e rimuovendo correttamente le violazioni, prima di dare a un numero maggiore di persone l’accesso al marketplace”.

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