Falcone spara a Borsellino: murales imbrattato a Milano
Falcone spara a Borsellino: murales imbrattato a Milano
Milano

Falcone spara a Borsellino: murales imbrattato a Milano

Falcone

Il disegno è stato subito restaurato ed ora si indaga per comprendere il motivo che ha spinto il writer a compiere un gesto del genere.

Ennesimo gesto irrispettoso nei confronti di Falcone e Borsellino, due magistrati che hanno dato la vita pur di combattere la mafia e scardinare Cosa Nostra. A quanto pare però, le loro gesta non sono bastate a scoraggiare un irrispettoso writer che, tra venerdì e sabato scorso, ha imbrattato il murales in Porta Ticinese, a Milano, che ritraeva Falcone e Borsellino insieme. Un atto di vandalismo che ha destato scalpore e che ha suscitato la rabbia e lo sdegno da parte dei cittadini che, attraverso i social hanno evidenziato quanto sia stato inopportuno un gesto del genere.

Falcone e Borsellino: un murales del 2013

Sebbene siano state scattate delle foto nel momento in cui il writer imbrattava il murales, non si riesce ancora a comprendere se ciò sia stato fatto di mattina o nel primo pomeriggio. Fatto sta che, il gesto compiuto dal giovane, ha gettato nello sconforto tutti coloro che vedevano in quel murales una speranza di lotta contro il male, ed un modo di ricordare due grandi uomini.

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Secondo alcune indiscrezioni raccolte da noi di Notizie.it, il murales venne fatto nel 2013 dal writer siciliano Tunus, per volere del titolare di un negozio di Porta Ticinese, che tutti in zona chiamano ‘Orafo’. Nonostante lo sconforto per il brutto atto di vandalismo, il murales è stato restaurato.

Intanto però, le indagini proseguono nell’intento di far luce su quale sia stato il movente che ha spinto il writer ha commettere un gesto del genere.

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I precedenti

Ciò che è accaduto a Milano pochi giorni fa, non è altro che solo l’ultimo gesto irrispettoso nei confronti di Giovanni Falcone. Infatti, il 10 luglio scorso, venne danneggiato il monumento dedicato a Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola Falcone-Borsellino di via Pensabene, nel quartiere Zen di Palermo.

Alla statua venne staccata la testa e un pezzo del busto usati poi come ariete contro il muro dell’istituto scolastico. Sulla vicenda venne aperta subito un’ indagine ed il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, attraverso Twitter accusò di vigliaccheria gli autori di tale gesto.

Un altro danno etico alla memoria dei due magistrati si registrò il 17 luglio 2010: una pattuglia di carabinieri aveva scoperto che le statue in gesso dei due giudici, posizionate 24 ore prima nel centro della città, in via Libertà, nei pressi del teatro Politeama, erano state danneggiate.

E a poche ore dal ritrovamento, in varie parti della città erano stati strappati manifesti e locandine che pubblicizzavano la tradizionale fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino.

Un altro fatto simile accadde invece nel 2012. In quell’occasione, il busto di Giovanni Falcone, che si trovava all’ingresso principale dell’istituto, era stato stato danneggiato. Dalle indagini portate avanti dai carabinieri, un gruppo di ragazzi gli ruppe il naso e scarabocchiò tutta la superficie.

A venticinque anni dalla loro morte, nessuno si sarebbe mai aspettato il perpetuarsi di gesti del genere, atti a irridere la memoria di due persone così importanti che, come detto in precedenza, hanno dato tutto se stessi pur di liberare l’Italia dalla mafia e dalla mala politica.

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