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Familiari delle vittime di covid: le proteste in piazza a Bergamo

I familiari delle vittime di covid ha manifestato a Bergamo, con striscioni e nuovi documenti relativi alla dichiarazione dello stato d'emergenza.

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Nella mattinata di sabato 31 luglio circa 60 familiari delle vittime di covid si sono riuniti davanti al palazzo del comune di Bergamo, manifestando con striscioni con la scritta #SERENI.

Familiari vittime covid, la manifestazioni in piazza a Bergamo

Nella mattinata di sabato 31 luglio, verso le 10, 30, una sessantina di manifestanti facenti parti del team dei familiari delle vittime di covid si sono ritrovati a manifestare davanti al palazzo del comune di Bergamo.

I manifestanti hanno mostrato alcuni striscioni con la scritta #Sereni, un hashtag riportatoa nche sulle mascherine e che critica la decisione presa dale  Commissioni parlamentari di giuduicare quanto fatto prima del 30 gennaio 2020, giorno della prima dichiarazione d’emergenza Nazionale.

Familiari vittime del covid a Bergamo, il contenuto della protesta

Alla manifestazione era presente anche l’avvocato Consuelo Locati, da oltre un anno in prima linea per la difesa dei diritti del team dei familiari dele vittime di covid.

L’avvocato ha voluto concentrare l’attenzione su alcuni nuovi atti e documenti che ritiene “fondamentali per l’inchiesta in corso”: “Abbiamo nuovi documenti che evidenziano di un incontro tra governo e Regioni il 25 gennaio 2020 sulle misure da mettere in campo per il contenimento del Covid“.

Sempre secondo il legale, dopo quell’incontro si sarebbero modificati i criteri di valutazione e quindi tracciamento dei casi sospetti sul territorio nazionale.

Già negli scorsi giorni Locati e altri tre legali del team, assieme a una rappresentanza di familiari delle vittime bergamasche, si erano recati a Roma per assistere alla prima udienza di causa civile contro il Ministero della Salute, regione Lombardia e Presidente del Consiglio (allora Giuseppe Conte), chiedendo come risarcimento 100 milioni per i danni psicofisici subiti.

Familiari delle vittime covid, una protesta pacifica a Bergamo

Tutto sommato, la manifestazione è avvenuta in modo pacifico, ma non per questo i temi espressi nella protesta sono stati ignorati.

L’avvocato e l’intero gruppo di manifestanti sceso in piazza contesta la commissione d’inchiesta, “che è diventata una farsa, con l’approvazione dei due emendamenti abrogativi che hanno limitato l’indagine della commissione al 30 gennaio 2020, prima della dichiarazione dello stato d’emergenza e soprattutto a Paesi da cui ha avuto origine il virus“, così dichiara Locati.

Presente in piazza coi familiari anche l’ex direttore sanitario dellospedale di Alzano Lombardo Giuseppe Marzulli, al centro dell’epidemia per i primi mesi. Tanti familiari hanno voluto mostrare le foto dei loro cari morti, per sensibilizzare ancor di più l’opinione pubblica.

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