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Da FantaSanremo a FantaEurovision: “Era iniziato come un gioco da bar ma siamo arrivati ad avere 500mila squadre iscritte”

Quello che era iniziato come un passatempo per un gruppetto di amici si è trasformato in un fenomeno social. Ne abbiamo parlato con Giacomo, uno dei creatori del FantaEurovision.

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A pochi giorni dall’inizio della kermesse musicale europea abbiamo intervistato i creatori del FantaEurovision. Il gioco, figlio del FantaSanremo, nato come un passatempo tra amici al bar è sbarcato sui internet e con i social ha avuto la spinta definitiva arrivando addirittura in Europa.

Tutto è pronto, le squadre sono formate, le leghe definite, il regolamento è stato tradotto e non resta che giocare.

Da gioco da bar a fenomeno social

Ci siamo ispirati ai giochi con cui siamo cresciuti, come il Fantacalcio o il FantaGameOfThrones e li abbiamo rapportati al Festival della Canzone Italiana. Abbiamo aggiunti alla componente meritocratica dell’artista anche una componente ludica e poi da gioco da bar si è trasformato in fenomeno virale” è come risponde Giacomo, uno dei fondatori del FantaEurovision quando gli domandiamo come nasce il gioco.

Internet e i social network hanno infatti dato una grandissima spinta al gioco che è passato da 50 squadre nel 2020, a 50 mila squadre del 2021 fino alle 500 mila squadre di Sanremo 2022.

Il vero boom – raccontano – è stato nel 2021, non ce lo aspettavamo: per noi era una gioia ma anche una follia. Eravamo totalmente impreparati“.

Il 2022 ha infatti segnato la partecipazione definitiva degli artisti sul palco: indimenticabile il momento in cui Michele Bravi pronuncia “Papalina” sul palco o Sangiovanni che chiede ad Amadeus di urlare insieme “FantaSanremo”: “Già nel 2021 alcuni artisti in gara avevano detto sul palco FantaSanremo, ma era passato un po’ inosservato.

Quest’anno anche gli artisti stessi giocavano al FantaSanremo e avevano le loro squadre. Forse è diventata fin troppo in vista“.

Da FantaSanremo a FantaEurovision

Da FantaSanremo a FantaEurovision il passo è breve. Per il secondo anno il gioco si sposta in Europa e promette fuochi d’artificio: “Nel 2021 avevamo 5 mila squadre iscritte e puntiamo a superare questi numeri. Il sito è sia in italiano che in inglese per raggiungere tutti: il regolamento è stato tradotto in tantissime lingue dai nostri fan madrelingua che ci hanno proposto queste versioni“.

Ovviamente tutto deve essere curato nei minimi dettagli, gli episodi devono essere rivisti al Var con una difficoltà non da poco: la lingua. Sul palco si avvicendano artisti che parlano ognuno una lingua diversa e captare tutto non è semplice: “L’anno scorso abbiamo captato un “Grazie” in ucraino“.

I bonus e i malus

A seconda di quello che succede sul palco o durante la settimana un artista può guadagnare o perdere punti. I bonus e i malus dipendono sia dal merito musicale dell’artista sia dall’aspetto ludico. “Molti bonus – spiegano i creatori del gioco – riguardano coreografia e scenografia a differenza di Sanremo: ad esempio il bonus fiamme, il bonus performer o il bonus maschere. Il bonus caratteristico, come fu Papalina per Sanremo, è il bonus Mamma Mia che vale 50 punti”.

La novità più grande, però, è rappresentata dal malus occhiali da sole trasformato in un bonus: “E’ una dedica a Dargen D’amico che ha indossato gli occhiali da sole per tutto il Festival di Sanremo“.

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