Febbre del Nilo miete altre vittime: tre morti del weekend
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Febbre del Nilo miete altre vittime: tre morti del weekend
Cronaca

Febbre del Nilo miete altre vittime: tre morti del weekend

West Nile Virus

Nuovi decessi a causa della febbre del Nilo, trasmessa dalla zanzara comune. Una 84enne è morta a Rovigo, mentre due anziane sono decedute a Bologna.

La febbre del Nilo causa il decesso di tre nuovi pazienti in Italia, tutte donne oltre gli 80 anni e già immunodepresse. Una vittima è stata registrata a Rovigo mentre altre due donne sono morte nell’ospedale Maggiore di Bologna. La Regione più colpita, infatti, rimane l’Emilia Romagna.

La febbre del Nilo colpisce ancora

Si allunga anche in Italia la lista dei decessi causati dalla febbre del Nilo, che quest’anno ha mietuto diverse vittime soprattutto a causa del clima caldo-umido che ha favorito la moltiplicazione delle zanzare. Nella seconda settimana di agosto si contavano già 6 morti e 123 contagi da virus del Nilo occidentale (West Nile virus). Solo nell’ultimo fine settimana, però, ci sono stati ulteriori tre decessi. Lunedì 3 settembre 2018 infatti l’Azienda Ulss 5 Polesana riferisce della morte a Rovigo di una donna di 84 anni, per presunta infezione dal West Nile virus.

L’anziana era stata ricoverata il 26 agosto scorso per una sospetta meningite.

I medici, vista la diffusione dell’infezione in questo periodo dell’anno, hanno ipotizzato che potesse aver contratto la febbre del Nilo. Una prima analisi però è risultata negativa. Le condizioni della donna continuavano però a peggiorare ed un secondo test, più approfondito, ha rivelato la presenza del virus. L’azienda sanitaria precisa però che l’84enne “era affetta da gravissime patologie cronico-degenerative che hanno portato alla compromissione del sistema immunitario”.

Il Centro Nazionale Sangue dell’Istituto Superiore di Sanità specifica infatti che il virus del Nilo Occidentale è un Arbovirus che solo accidentalmente può infettare l’uomo. A trasmettere la malattia è di norma la zanzara comune, quelle del genere Culex. Da sottolineare poi che l’infezione umana è in oltre l’80 per cento dei casi asintomatica. Nel restante 20 per cento dei casi i sintomi sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale, con possibili cefalee, dolori muscolari e anche eruzioni cutanee. Le autorità sanitarie assicurano infatti che solo nello 0,1 per cento di tutti i casi (comprensivi dei sintomatici ed asintomatici), l’infezione virale può provocare sintomatologia neurologica del tipo meningite, meningo-encefalite, soprattutto in soggetti già immunodepressi.

Gli altri casi

Gli altri due decessi registrati nel weekend sono avvenuti invece presso l’ospedale Maggiore di Bologna.

A morire per complicazioni legate anche alla febbre del Nilo due donne di circa ottant’anni ricoverate da alcuni giorni nel reparto Rianimazione. Anche queste due donne soffrivano di gravi patologie, alle quali si è sovrapposta l’infezione da West Nile.

Paola Toscani, responsabile della Struttura complessa Prestazioni Sanitarie dell’Azienda per l’assistenza sanitaria 5 “Friuli Occidentale”, informa inoltre che sempre nel fine settimana “sono state registrate due nuove diagnosi di positività al West Nile Virus, relative a due donne residenti in provincia” di Pordenone.

La Regione più colpita dall’infezione rimane comunque l’Emilia Romagna dove, fino ad oggi, si contano dieci vittime. La zona più a rischio rimane il Ferrarese, con cinque decessi. Subito dopo il Ravennate, dove sono morte tre persone. La Ausl di Bologna segnala inoltre che 46 persone, dall’inizio dell’anno, hanno contratto il virus del Nilo occidentale.

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