Fermano bus e aggrediscono 30 tifosi del Milan: aperta inchiesta - Notizie.it
Fermano bus e aggrediscono 30 tifosi del Milan: aperta inchiesta
Cronaca

Fermano bus e aggrediscono 30 tifosi del Milan: aperta inchiesta

Milan

Prima dell'amichevole contro il Betis, un pulmino di tifosi del Milan che stavano andando allo stadio è stato assaltato da un gruppo di uomini armati

Brutto episodio avvenuto prima che andasse in scena l’amichevole tra Milan e Betis, quando uno di tre pulmini noleggiati per trasportare i tifosi rossoneri allo Stadio Massimino di Catania è stato assaltato da un gruppo di persone armate di coltello.

Aggressione ad un bus con tifosi del Milan: la ricostruzione della vicenda

Prima dell’inizio dell’amichevole tra Milan e Betis dello scorso mercoledì 9 agosto, uno dei tre pulmini che trasportava tifosi rossoneri allo Stadio Massimino di Catania è stato fermato e assalito da un gruppo di uomini armati.

Secondo quanto riportato dal sito Cataniatoday.it, all’autista del bus è stato imposto di fermarsi e consegnare il telefono. Nel frattempo, i trenta tifosi del Milan presenti sul pulmino venivano minacciati con armi in pugno, per poi essere fatti spogliare e venire derubati di tutti i beni di valore in loro possesso in quel momento.

Il Ministro Minniti e il Sindaco di Catania, Enzo Bianco, sono stati immediatamente avvertiti da Sebastiano Guerrieri, sindaco di Chiaramonte, località dalla quale proveniva il pulmino pieno di tifosi rossoneri.

La speranza di Guerrieri è quello di un eventuale intervento da parte delle autorità, perchè questi tipi di episodi arrecano grossi non solo alle persone coinvolte e derubate, ma anche al mondo del calcio e dello sport in generale.

Anche un altro autubus è stato preso di mira

Ma quello che vi abbiamo raccontato fino ad ora non è stato l’unico episodio in cui un pulmino di tifosi del Milan è stato fermato e aggredito da alcuni malviventi armati. Un altro autobus, infatti, proveniente questa volta da Favara è stato preso di mira. Ma è riuscito a raggiungere lo Stadio Massimino solo grazie all’intervento da parte della polizia.

Alcuni tifosi rossoneri hanno voluto testimoniare quanto avvenuto: “A Catania è stato impossibile raggiungere lo stadio, ci hanno fermati e sono riusciti a salire sul bus. Hanno aperto il portabagagli per prendere le bandiere e quando qualcuno ha provato a scendere dall’autobus è stato colpito a calci e pugni”.

La lettera del sindaco di Chiaramonte

Come già detto in precedenza, Sebastiano Guerrieri, sindaco di Chiaramonte, località di provenienza di uno dei tre bus aggrediti, ha richiesto l’intervento da parte del Ministro Minniti e del sindaco di Catania, Enzo Bianco.

Questa la lettera pubblicata da Guerrieri: “In prossimità dello stadio, i chiaramontani sono stati presi di mira da un folto gruppo 40/50 delinquenti che hanno fermato i mezzi, aggredendo con calci e pugni uno dei tre autisti, stessa cosa è accaduta per il secondo mezzo che è stato altresì fermato derubando i ragazzi.

In un caso è uscito fuori anche un coltello. Solo il terzo pulmino è riuscito ad evitare il drammatico incontro con il gruppo facinoroso. Mi sono precipitato subito a Catania e lì ho visto i giovani malcapitati malconci e impauriti per quanto era accaduto”.

“Caro Sindaco – conclude Gurrieri nella nota indirizzata a Bianco – ritengo che quanto accaduto sia inqualificabile e non depone al meglio per la sua Catania che con una certa frequenza ospita, su Suo invito, ministri e personalità di rilievo delle istituzioni europee. Per lei che tiene all’immagine della città, episodi del genere squalificano e offuscano il suo impegno. E´ di tutta evidenza che occorre in tutti i modi evitare che si ripetano vicende del genere, che ci sia da parte Sua, e ne sono certo, un impegno deciso, in campo nazionale con la politica che conta, per contrastare tali forme di delinquenza, concepite da chi evidentemente sa di godere di una certa e sicura impunità, tanto diffusa in Italia.

Sono certo che la magistratura, su quanto accaduto, farà di tutto per accertare i responsabili di tale violenta aggressione”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche