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Fiat vs Fiom: la parola al legale dei tre operai di Melfi
Bologna

Fiat vs Fiom: la parola al legale dei tre operai di Melfi

La vicenda degli operai di Melfi secondo l'avvocato Franco Focareta

Siamo giunti al termine di una settimana segnata dalla vicenda dei tre operai Barozzino, Lamorte e Pignatelli, reintegrati con sentenza del giudice ma non ammessi alla produzione presso lo stabilimento di Melfi. L’impressione è che il gruppo FIAT stia esercitando una compressione dei diritti e una messa a tacere della protesta. A seguito dell’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sembra che i vertici Fiat abbiano intenzione di trattare. Bologna Magazine ne parla con il l’avvocato bolognese Franco Focareta, protagonista di questa vicenda in qualità di legale Fiom-Cgil dei tre operai.

Cosa stabilisce la sentanza del Tribunale di Melfi?

Si è stabilito che il comportamento dell’azienda costituisce un limite per l’attività sindacale, attraverso l’illegittimo allontanamento dall’azienda di militanti dell’organizzazione . Ad oggi, la Fiat ha dato esecuzione parziale all’ordine di reintegro. I tre lavoratori sono retribuiti e a loro è permessa l’attività sindacale, ma non è consentito di lavorare.

Come avete agito nei confronti del mancato reintegro?

In primo luogo, con un esposto alla procura perchè l’inottemperanza anche parziale di una sentenza del giudice costituisce un reato ai sensi del 650 cod penale.

( L’articolo punisce chi non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità competente). In secondo luogo, è stata fatta un’istanza al giudice perchè convochi le parti per specificare le modalità di esecuzione del reintegro prevedendo, in caso di mancato accordo, anche la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca ai dirigenti fiat. La convoazione è stata fissata per il giorno 21 settembre.

Perchè Emma Marcegaglia sostiene, al pari di alcuni dirigenti Fiat, che quella del mancato reintegro sia una prassi?

Credo che la Marcegaglia sia stata indotta in errore poichè confonde la situazione di Melfi con altri licenziamenti in cui, è realtà effettiva, non avviene l’effettivo reintegro. In questo caso, la situazione è diversa poichè è stata stabilita una repressione della condotta sindacale e il giudice ne ha stabilito la rimozione degli effetti, dunque un reintegro pieno del lavoratore.

Quali sono le prospettive per i tre lavoratori e delegati sindacali?

Credo che Marchionne, dopo la sollecitazione del Presidente Napolitano, voglia rivedere la sua posizione.

Intanto, la Fiat si è opposta alla sentenza e il 6 ottobre ha inizio una lunga causa di opposizione. Fino alla sentenza, però, il provvedimento va eseguito.

A suo parere, esiste una progettualità alla base del mancato reintegro dei tre di Melfi?

Non so se si possa chiamare progettualità. C’è, di sicuro, una forma di accanimento nei confronti dei delegati sindacali che si è verificato dopo il referendum di Pomigliano. Oltre ai tre operai di Melfi, altri delegati Fiom (Pomigliano e Torino) e un delegato Cobas di Termoli sono stati licenziati.

Vai al sito della Fiom

Leggi la lettera di risposta del Presidente Napolitano

Luigia Bencivenga

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