Fidanzati girano il mondo in bici: uccisi dall'Isis
Fidanzati girano il mondo in bici: uccisi dall’Isis
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Fidanzati girano il mondo in bici: uccisi dall’Isis

ISIS uccide coppia ciclisti in Tajikistan
ISIS uccide coppia ciclisti in Tajikistan

Una coppia americana aveva documentato sui social l'esperienza di viaggio in bicicletta in giro per il mondo. Fino ad incontrare l'ISIS in Tajikistan

Una coppia di fidanzati americana, Jay e Lauren, è stata uccisa in Tajikistan durante un viaggio in bicicletta. I due avevano sognato e programmato il viaggio da molto tempo e avevano mollato il loro lavoro in ufficio per inseguire uno stile di vita più libero e a contatto con la natura. L’entusiasmante esperienza però si è conclusa in maniera brutale, con uno spietato omicidio di cui ora si cerca di ricostruirne i dettagli. Sulla tragedia, l’ombra dell’ISIS.

Il giro del mondo su due ruote

“C’è magia lì fuori, in questo mondo grande e sorprendente”. Fu questo il messaggio lasciato da Jay sui social media nello stesso giorno in cui avvisò l’azienda per cui lavorava che in due settimane si sarebbe licenziato. Il ragazzo e la sua compagna, Lauren, si sarebbero imbarcati in una straordinaria esperienza che li avrebbe visti in giro per il mondo, sempre su due ruote.

E per più di un anno quell’esperienza è stata in effetti anche al di sopra di ogni aspettativa.

Spesso i due ragazzi avevano raccontato sulle proprie pagine Facebook gli incontri, per lo più piacevoli, fatti nel loro percorso in Kazakhistan come in Africa. Certo, qualche problema non era mancato, qualche piccolo malore, grandine, ruote bucate, tutto sommato nulla di insormontabile.

Nel 369simo giorno, però, qualcosa di ben più drammatico e fatale è successo ai due ragazzi di 29 anni. Era il 29 di luglio scorso, e la coppia stava percorrendo insieme ad altri turisti in bici, un tragitto panoramico nel sud-ovest del Tajikistan. In quella mattinata sarebbero stati avvistati da un furgone con a bordo un gruppo di uomini che, a quanto sarebbe emerso poi, aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico. In un video registrato da uno degli uomini a bordo si vede come il furgone avesse sorpassato il gruppetto di ciclisti e, con un’inversione a U, si fosse messo a sbandare tra i ciclisti facendoli cadere uno per uno. Ma non sarebbe finita qui. Subito dopo infatti gli uomini sono usciti dal furgone ed hanno iniziato ad attaccare confusamente i ciclisti con dei coltelli. Quattro di loro sono rimasti uccisi, oltre a Jay e Lauren, un turista di nazionalità svizzera e uno olandese.

Il video dell’ISIS

Due giorni dopo, lo Stato Islamico ha pubblicato un video in cui si vedono cinque uomini, identificati poi con i cinque a bordo del furgone e autori della strage, posare con una bandiera dell’ISIS e fare un giuramento: quello di uccidere gli infedeli.

Non poteva esserci visione del mondo più opposta da quella sognata – e finalmente anche vissuta – da Jay e Lauren. Oltre ai post sui social media, in quell’anno abbondante di viaggi e pedalate, la coppia aveva tenuto un blog raccontando spesso dell’onestà, l’umanità e l’ospitalità di cui avevano fatto esperienza nel corso di quell’anno con chiunque avessero incontrato sul loro cammino.

“Ad un certo punto ti senti in dovere di rispondere a tanta gentilezza ricevuta, non solo a questo o quello sconosciuto che ha aperto le porte di casa a un’altrettanto sconosciuto, ma al mondo intero”, aveva scritto Jay in uno dei suoi post, “diventi poi te stesso quello sconosciuto che apre la sua casa al mondo.”

Lasciare una vita sedentaria per girare il mondo

Jay e Lauren vivevano a Georgetown dove lavoravano lui per una compagnia di disegno grafico, lei per una segreteria universitaria. Entrambi avevano già esperienza di viaggio e parlavano diverse lingue, tra cui l’arabo e lo spagnolo. Diversi amici scrivono come Jay avesse avuto un’influenza positiva nella vita di Lauren, passandogli la passione per la bici e per i viaggi “fai da te”. Fino alla decisione congiunta di mollare tutto.

Nonostante le premesse, tuttavia, quella dei due ragazzi non fu una scelta azzardata. Al contrario, fu pianificata nei dettagli. Prima di partire per le mete più impegnative, la coppia aveva passato un intero mese a pedalare in Islanda per mettersi alla prova con vari tipi di terreno e piste. Gli oggetti portati con sé erano ugualmente misurati in modo da rientrare in un peso molto ridotto. Avevano portato un mazzo di carte da gioco di dimensioni 2,5 x 2,5 cm, per il solo motivo di rientrare nelle dimensioni previste.

Quindi sono seguiti mesi di risparmi, fino alla decisione di lasciare tutto. “Ho perso fin troppi, tramonti, temporali e brezze serali con la schiena voltata verso un rettangolo con luce al led”.

Tajikistan

I due quindi iniziarono il viaggio dal Capo di Buona Speranza, in Sudafrica, per pedalare, tra una difficoltà e l’altra, sull’asfalto più consunto, fiumi prosciugati, percorsi di montagna, a volte per più di un giorno senza docce. In Marocco, hanno raccontato, una famiglia li aveva ospitati in maniera volontaria, regalandogli una forma di pane fatto in casa appena sfornato la mattina della loro partenza. Il viaggio è proseguito poi nell’inverno umido dell’Europa continentale verso l’est.

La più grande lezione imparata dai due è riassunta in un post: “Da quello che si legge a uno viene da pensare che il mondo sia un mondo orribile, in cui non ci si deve fidare di niente e nessuno. Ma la nostra esperienza ci ha insegnato l’opposto. Le persone sono esseri complessi. A volte un po’ egoisti, a volte spaventati o un po’ miopi. Ma premurose, gentili, generose e, spesso, straordinarie.”

I cinque giovani ragazzi ispirati dall’ISIS, nella cui rabbia più cieca Jay e Lauren hanno trovato la morte, purtroppo hanno messo fine tragicamente all’esperienza della coppia. Probabilmente un mix di quella paura ed egoismo di cui parlavano i due, e soprattutto miopia. Miopia che trasforma fratelli e sorelle della razza umana in infedeli da sterminare.

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