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Filiera efficiente ed organizzata, il segreto di Conou per Circular economy

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Roma, 3 dic. – (Adnkronos) – “Ogni goccia delle 200.000 tonnellate di olio minerale usato che raccogliamo all’anno viene rigenerata. Il nostro modello organizzativo, composto da 63 concessionari, oltre 1.000 dipendenti e impianti di riconversione dei rifiuti in nuove risorse, ci permette di essere un esempio di economia circolare in tutta Europa, sfioriamo il 100%”.

A dirlo è il Presidente del Consorzio nazionale degli oli minerali usati (Conou), Riccardo Piunti, parlando a margine del suo intervento al dibattito di Eprtalks ‘Imprese e sostenibilità’, svoltosi al Mi.Co di Milano durante la seconda edizione di Connext, la due giorni organizzata da Confindustria e dedicata al mondo del business.

Piunti ha proseguito spiegando come anche il Consorzio, come molte altre aziende, sia impegnato nella redazione di rapporti di sostenibilità e nell’offrire una comunicazione mirata alla tutela dell’ambiente, tuttavia, quello che distingue Conou è la capacità di tradurre in azioni concrete questi propositi.

“Il lavoro di Conou comincia ogni mattina, quando un raccoglitore sale sul camion in ognuno dei nostri 63 concessionari e parte per andare a raccogliere l’olio usato – spiega il Presidente di Conou – Il camion fa il giro delle officine, delle fabbriche e di tutti gli altri siti di raccolta, per poi convogliare il materiale verso gli impianti di riqualificazione. Senza che una sola goccia venga perduta – aggiunge Piunti – l’olio viene rigenerato e diventa un bene nuovo”.

La forza di Conou sta nell’organizzazione di un sistema di raccolta efficiente al 100% e capace di indirizzare ogni goccia di olio usato verso la rigenerazione, avvalendosi di impianti di trattamento adeguati, come ribadisce il Presidente del Consorzio: “Il consiglio che sento di dare a chi punta alla circolarità è di organizzare i propri sistemi di raccolta e indirizzarli verso impianti di rigenerazione adeguati, che devono esistere, devono essere autorizzati e realizzati.

E’ importante ricordare che – chiosa Piunti – se vogliamo fare il recupero al 100%, non basta raccogliere, si devono avere degli impianti idonei”.

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