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Final Fantasy VII
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Final Fantasy VII


Dal momento che sono cresciuto negli anni ’90, la presenza di Mario, The Legend of Zelda, Mega Man e altri era inevitabile. Sia che fosse a causa della mia giovane età all’epoca o altrimenti, questi giochi non hanno mai fatto granché parte della mia vita: nessuno di loro mi ha trasformato in quello che si può definire un giocatore. Non è stato prima della seconda media che ho iniziato a considerarmi tale. Ho giocato ai primi episodi di Final Fantasy nei primi anni ’90 e, essendomi piaciuto a un certo livello, ho comprato Final Fantasy VII per una sorta di capriccio. Anche se non posso dire che molte cose abbiano davvero cambiato la mia vita, questo gioco ci è riuscito.

Non solo Final Fantasy VII era un gioco con una trama, un gioco e dei personaggi superbi, ma mi ha illustrato l’elemento sociale del gioco. Una grande parte di quell’anno – quando cioè non si giocava a basket e si sognava di essere popolari come i Chicago Bulls – è stata spesa andando a scuola, tornando a casa e giocando a Final Fantasy VII per un paio di ore, solo per poi tornare a scuola il giorno successivo e aggiornare i miei compagni dei pochi progressi che avevo fatto la notte prima.

E’ incredibile quello che si può fare quando non si hanno bollette, un lavoro e, in genere, responsabilità, a parte quella di portare fuori il cane ed evitare che la vostra stanza cada a pezzi. La socializzazione è stato l’elemento di questo gioco che mi ha fatto diventare un giocatore. Non solo sono rimasto estasiato dal gioco – spesso mi piacerebbe tornare indietro e rifare quest’esperienza – ma mi stava aiutando a stabilire dei rapporti, alcuni dei quali hanno resistito fino a oggi, circa quindici anni dopo. Ironicamente, l’attività che è spesso accusata di creare emarginazione, perché i ragazzi si rinchiudono nelle cantine a bere bibite gassate, è stata la forza trainante che mi ha permesso di stabilire le mie prime amicizie.

Nel periodo della sua uscita nel 1997, Final Fantasy VII era rivoluzionario. Era il primo gioco tridimensionale della serie, era incredibilmente lungo e ha fornito una serie di personaggi e una trama che oggi sono leggende all’interno della comunità dei giocatori.

Il gioco mi ha aperto anche il mondo dei giochi di ruolo. Non solo ha influito su alcuni aspetti della mia vita all’epoca, ma ha rappresentato anche un cambiamento di genere nei giochi che mi piacevano. Twisted Metal, Sonic the Hedgehog e Mario Kart sono stati rimpiazzati da Metal Gear Solid, Baldur’s Gate e Chrono Trigger, Questo non vuol dire che i precedenti videogiochi siano scomparsi dalla mia vita, ma hanno certamente ricoperto un ruolo marginale.

Final Fantasy VII è un gioco che risiede ancora nella mia mensola e mi fa sorridere ogni volta che gli do uno sguardo. Tuttavia, raramente trovo il tempo di giocarci ancora. I personaggi – molti dei quali sono diventati stereotipi dell’industria – sono ancora forti, la trama rimane di prim’ordine, ma la grafica e il gioco soffrono il tempo in maniera incredibile. Non fraintendetemi, non sto dicendo che una grafica datata di solito rovina un gioco – gioco costantemente con i vecchi videogiochi – ma vai a vedere per quale motivo, quella di questo gioco non è invecchiata bene.

Manca della precisione presente in giochi rilasciati poco dopo e, allo stesso tempo, manca anche di quella grafica “vintage” dei vecchi videogiochi, di cui spesso si sente nostalgia. Si trova nella sfortunata posizione di essere troppo nuovo per sentirne la mancanza, ma troppo vecchio per essere considerato di nuova generazione. Per questo, si trova a un bivio nella mia storia di giocatore e non sono sicuro che ne uscirà mai.

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