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Doris: senza ponte sullo Stretto siamo ancora al Medioevo

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La ministro De Micheli: "Non possiamo non approfondire quelle che possono essere delle oggettive esigenze di sviluppo del sistema trasportistico"

ENNIO DORIS PRESIDENTE CDA BANCA MEDIOLANUM

”Vanno bene i soldi del Recovery Fund, ma manca una cosa fondamentale: il taglio delle tasse. Perché è così che si risolleva l’economia. Ma vedo che il messaggio non passa…”. Lo ha affermato Ennio Doris, fondatore e presidente di Banca Mediolanum, in un’intervista a ‘La Stampa’.

”Aspetto di vedere cosa uscirà. Ma vorrei sottolineare quella che per me è una contraddizione: si vuole rilanciare l’economia senza tagliare le tasse… Perfino negli Stati Uniti i membri della Fed pensano che sia necessario abbassare le imposte. Sono lo strumento di politica economica più efficace ed efficiente, si stimolano i consumi dei consumatori e gli investimenti delle imprese. Un taglio delle tasse non è sostenibile nel tempo? Ma se l’economia migliora le entrate aumentano.

Se le tasse calano, l’evasione diminuisce. Tra le urgenze ci sono le infrastrutture: generano lavoro quando le realizzi e creano una situazione nel Paese che rende più facile lo sviluppo: dobbiamo “accorciare” l’Italia. Emblematico è il ponte di Messina. Come è possibile che nel mondo moderno dove altri costruiscono ponti sul mare lunghi 15, 20 chilometri, noi abbiamo una regione di 5 milioni di abitanti staccata dalla terraferma di un chilometro e non facciamo il ponte.

Arriva il treno, si deve fermare e va traghettato dall’altra parte. Siamo ancora nel Medioevo. Facciamo una legge che renda possibile semplificare la burocrazia come per il ponte di Genova, costruito in un anno, per tutte le infrastrutture importanti” ha aggiunto Doris.

Ponte di Messina, De Micheli: non ho una posizione preconcetta

”Non possiamo non approfondire quelle che possono essere delle oggettive esigenze di sviluppo del sistema trasportistico e quindi economico di quelle aeree.

Poi uno può essere favorevole o contrario al collegamento. Io non ho una posizione preconcetta perché non decido mai sulla base dell’emotività. Bisogna vedere i numeri, i tempi e cosa è più realizzabile, più sicuro e più utile. Quando avremo questi approfondimenti, allora in sede politica decideremo come procedere. Questa è una decisione molto strategica e non ho intenzione di prenderla da sola, sarebbe scorretto nei confronti dei miei colleghi. Discuteremo alla luce di dati oggettivi”.

Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, a proposito del Ponte sullo Stretto di Messina, in occasione di un convegno di PwC Italia sul sistema dei trasporti al tempo della pandemia. ”Nessuna polemica, questa è una discussione oggi motivata da un cambio radicale di scenario sulle prospettive che si realizzeranno sia in Calabria che in Sicilia. Io ho dato un mandato – alla luce di una serie di valutazioni che mi hanno inviato molti ministeri, oltre la Presidenza del Consiglio dei Ministri,- ad una Commissione di esperti per studiare un eventuale collegamento tra la Calabria e la Sicilia. La tecnologia moderna ci consente oggi tre tipi di collegamenti possibili: il ponte, il tunnel che si appoggia sul fondo del mare e l’eventuale tunnel sottomarino. Il mandato la Commissione lo eserciterà molto rapidamente e gratuitamente e dovrà valutare il vantaggio trasportistico, economico e logistico di un eventuale collegamento e quale tipologia di collegamento. Se, poi, si insiste sulle catapulte possiamo chiedere agli esperti di valutare anche le catapulte…”, ha aggiunto il ministro.

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