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Tutte le ultime notizie sul fronte anti-Covid

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Dalle notizie incoraggianti che arrivano dal Policlinico di Bari all'imprimatur di Sileri al "passaporto vaccinale": ecco le ultime novità

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Healthcare cure concept with a hand in blue medical gloves holding Coronavirus, Covid 19 virus, vaccine vial

“Le evidenze disponibili consentono di sottolineare l’assoluta efficacia e sicurezza del vaccino Covid e il ruolo della vaccinazione nella prevenzione della circolazione del virus in un setting ospedaliero”. Lo ha affermato il professor Silvio Tafuri, docente di Igiene dell’Università degli Studi di Bari e responsabile della control room Covid del Policlinico di Bari, a proposito di uno studio realizzato dallo stesso Policlinico di Bari e coordinato dal professor Tafuri, che dimostra l’efficacia dei vaccini contro il Sars-Cov-2, non solo contro malattia ma anche nella prevenzione dell’infezione.

“L’importanza della vaccinazione all’interno di un ospedale è duplice perché, vaccinandosi, un operatore sanitario non protegge solo se stesso, ma anche i pazienti. I dati emersi attraverso lo studio dimostrano, infatti, come il vaccino serva a prevenire anche l’infezione da Sars-Cov-2 e dunque nel caso del Policlinico a proteggere da un eventuale contagio tutto l’ospedale, a partire dai più deboli ovvero i malati ricoverati nei reparti” ha aggiunto Tafuri.

Lo studio non ha indagato solamente chi si è ammalato, ma anche quei soggetti che sono risultati positivi al virus, pur restando asintomatici. Il tasso di incidenza dell’infezione è risultato molto più alto nei soggetti non vaccinati: il Covid infetta 2,45 su mille persone tra i non vaccinati mentre solo 0,54 su mille tra chi ha ricevuto la somministrazione del vaccino.

AstraZeneca: allungare l’intervallo fra le 2 dosi a più di 4 settimane potrebbe aumentare l’efficacia

“Un’efficacia statisticamente significativa del 79% nel prevenire l’infezione sintomatica e del 100% nel prevenire la malattia grave e i ricoveri”.

Lo ha comunicato il gruppo farmaceutico anglo-svedese a proposito di uno studio di fase 3 condotto negli Usa sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca. “L’efficacia del vaccino è risultata coerente nei vari gruppi di etnia ed età esaminati. In particolare, nei partecipanti di età pari o superiore a 65 anni, l’efficacia è stata dell’80%. L’efficacia potrebbe aumentare allungando l’intervallo fra le 2 dosi a più di 4 settimane: siccome precedenti studi hanno indicato che un intervallo prolungato fino a 12 settimane ha dimostrato una maggiore efficacia, supportata anche dai dati di immunogenicità, la somministrazione della seconda dose con un intervallo più lungo di 4 settimane potrebbe aumentare ulteriormente l’efficacia e accelerare la somministrazione della prima dose a un maggior numero di persone” si legge ancora nella nota di AstraZeneca.

Sileri: il certificato vaccinale sarà utile e necessario, ma non in questo momento

“La piattaforma unica c’è già e molte regioni si sono adeguate e le prenotazioni vanno bene. A volte ci sono piccoli problemi locali che poi hanno una cassa di risonanza importante. Adesso non ci sono molte scusanti, le prenotazioni avremmo dovuto cominciarle già da diversi mesi. I primi vaccinati sono persone sopra gli 80 anni, serve anche un metodo che possa essere semplice soprattutto per persone che già sono fragili per età, per malattia, e sono indietro rispetto alla tecnologia che corre tanto, quindi il sistema va semplificato”.

Lo ha affermato ai microfoni di RTL 102.5 il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, in merito ai problemi per le prenotazioni dei vaccini. “Il certificato del vaccino sarà utile e necessario, ma non in questo momento perché non hai dato l’accesso a tutti alle vaccinazioni, creeresti una popolazione di serie A che è quella che ha già avuto accesso al vaccino e quella di serie B che non ha potuto fare il vaccino. Ad oggi sono due milioni e mezzo di persone che sopra gli ottant’anni hanno ricevuto la prima dose, e anche regioni che sembrano più indietro. stanno recuperando, per esempio la Calabria. Stiamo andando nella giusta direzione, tra un mese i nostri anziani che hanno ricevuto anche solo una dose non moriranno più di Coronavirus. La vaccinazione sta andando per età e per fragilità: inizialmente si è creato un doppio binario: un vaccino dedicato agli anziani e uno dedicato a chi sta bene ed è giovane, ma questo è superato perché AstraZeneca viene usato per età superiori e per chi sta bene e quindi non ci sono più le categorie di lavoratori, si va secondo delle categorie che vedono l’età come primo fattore insieme alla malattia”, ha affermato il sottosegretario.

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