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Finanziamento partiti, nel 2017 donati 15 mln con il 2X1000

Secondo i dati pubblicati sul sito del Mef, al Pd sono andati 7,99 milioni, alla Lega 1,894 milioni e a Forza Italia 850mila euro.

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A meno di due mesi dalle elezioni politiche e regionali, ci si indaga a quanto ammonta il finanziamento partiti: un argomento che, soprattutto dal 2011 ad oggi, ha tenuto banco ogni qualvolta si è tirato in ballo la questione degli sprechi della politica italiana.

Secondo i dati pubblicati sul sito del Mef, si è registrato un aumento dei finanziamenti ai partiti politici da parte degli italiani, attraverso la dichiarazione dei redditi. Difatti, il due per mille ha mobilitato nel 2017 oltre 15 milioni di euro e più della metà sono andati al Partito democratico. L’anno precedente, i finanziamenti ai partiti si è attestato a circa 11 milioni di euro.

Finanziamento partiti: vince il Pd

Nonostante dal 2016 al 2017 si sia registrato un aumento dei finanziamenti ai partiti, resta assolutamente basso il numero di contribuenti.

Infatti, si è passati dal 2,38 dell’anno prima al 3% dell’anno successivo.

Secondo quanto è stato pubblicato dal Mef, il partito che ha avuto i maggiori finanziamenti è il Pd segue, molto distante, la Lega con 1,8 milioni di euro incassati (14%) e il Movimento politico Forza Italia con 850mila euro (quasi il 6%). Fratelli d’Italia incassa 790mila euro (il 5,2%). Della lista non fa parte il Movimento 5 Stelle, che rifiuta questa forma di finanziamento.

Sempre dai dati del Mef, si può sapere chi sono i sostenitori politici dai redditi più elevati, dividendo il valore dei fondi erogati per il numero di scelte effettuate e deducendo così l’importanza delle relative dichiarazioni. Infatti, in questa speciale graduatoria c’è in testa il Sudtiroler Volkspartei che in media “incassa” 20 euro da dichiarazione dei redditi. Segue il Partito Liberale Italiano con 16,8 euro, poi il Nuovo Centro Destra e quindi Forza Italia che sta davanti al Partito Democratico.

In fondo a questa curiosa graduatoria ci sono Unione di Centro e Conservatori e Riformisti.

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