Che fine ha fatto Cristina D'Avena
Che fine ha fatto Cristina D’Avena
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Che fine ha fatto Cristina D’Avena

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Cristina D’Avena, inconfondibile voce delle sigle dei cartoni animati degli anni Ottanta. Ecco cosa fa adesso, dopo tanti successi.

Un innegabile talento nell’interpretazione della canzone per i più piccoli, un timbro inconfondibile e una tecnica ineccepibile: Cristina D’Avena è uno dei personaggi più popolari della televisione italiana. Pressoché tutti conoscono il suo nome e un paio di generazioni di italiani potrebbero citare quasi a memoria almeno una fra le tantissime sigle dei cartoni animate da lei interpretate.

Che si tratti dei Puffi, di “Mila e Shiro”, di “Pollon” o di “Sailor Moon” o del tenero rubacuori “Spank”, la voce di Cristina D’Avena fa parte – piaccia o meno – dell’infanzia di moltissime persone. La cantante, nata a Bologna nel 1964, esordì a quattro anni cantando il “Valzer del Moscerino” allo Zecchino d’Oro. Era il 1968 e, da lì in poi, Cristina D’Avena non ha più smesso di lavorare nel mondo della musica.

Una carriera con tanti successi, concerti, televisione: l’anno scorso al Festival di Sanremo

A conti fatti, quasi mezzo secolo di carriera in cui Cristina D’Avena è passata dai grandi successi degli anni Ottanta, quando le sue interpretazioni di Licia venivano trasmesse su Italia Uno alle 20, togliendo di fatto ascolti al telegiornale che proprio a quell’ora iniziava sulla Rai, alle trasmissioni televisive del decennio successivo, fra cui “Cantiamo con Cristina”, versione baby del karaoke, “La sai l’ultima?” e “Buona domenica”, fino ad arrivare ad oggi.

In tutti questi anni, Cristina D’Avena ha continuato a fare concerti in giro per l’Italia, portando sotto allo stesso palco genitori e figli.

In più occasioni, le sue performance sono state un vero e proprio successo di pubblico, capace di attrarre anche 10 mila spettatori. L’anno scorso, Cristina D’Avena è salita sul palco del Teatro Ariston nel corso della serata finale del 66 esimo Festival di Sanremo. In quell’occasione non mancarono le polemiche, ma l’invito a quella che ancora oggi è considerata da molti la più importante manifestazione canora italiana fu una sorta di premio alla carriera.

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