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Fini non pensa a dimettersi, ma lascia l’aula rammaricato
Politica

Fini non pensa a dimettersi, ma lascia l’aula rammaricato

Appena arrivano i risultati, da subito dai banchi del popolo della libertà, si alzano a festeggiare, a sbandierare il tricolore, ed i deputati del Popolo della libertà hanno chiesto le dimissioni immediate del presidente della Camera Gianfranco Fini, dopo che la maggioranza ha respinto alla Camera dei deputati la mozione a cui Futuro e Libertà mirava per sfiduciare il governo del premier Silvio Berlusconi.
Notando i festeggiamenti, il presidente della Camera Fini ha prima invitato a “mettere via” le bandiere e poi è uscito dall’aula abbastanza deluso.
La mozione di sfiducia non è passata per tre voti, ottenendo 311 preferenze contro le 314 conquistate dalla maggioranza di governo.
Adesso bisogna vedere se allargando ai centristi il Governo potrà portare avanti il programma, in quanto una maggioranza con soli 3 voti non può dare stabilità decisionale alla Camera dei Deputati. Sicuramente saranno invitati anche i deputati di Futuro e Liberta, a ritornare col Governo, ma se non ascolteranno saranno costretti ad andare con il centro sinistra a votare.

Si chiederà anche a qualche centrista di appoggiare le decisioni del Governo, in modo da poter continuare l’iter istituzionale per quanto riguarda le riforme che al momento sono essenziali per l’intero paese.

I tre deputati del gruppo misto che hanno fatto la differenza, Bruno Cesario, Massimo Calearo (ex Pd, ex Api) e Domenico Scilipoti sono entrati nella sale del governo a colloquio con il premier. Intanto il portavoce di Futuro e Liberta e di Gianfranco Fini fa sapere che non si dimetterà da presidente della Camera.

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