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Fiorella Mannoia contro Sgarbi in difesa di Cecilia Strada

Fiorella Mannoia risponde al commento rivolto da Vittorio Sgarbi a Cecilia Strada, figlia di Gino, esortandolo a vergognarsi per quanto ha scritto.

Fiorella Mannoia

Fiorella Mannoia risponde a Vittorio Sgarbi, che aveva attaccato Cecilia Strada, figlia di Gino, per la sua frase “Non sc… con i fascisti. Non fateli riprodurre”, postata su Instagram durante le manifestazioni antifasciste dei giorni scorsi – in realtà la frase era scritta su un muro, la cui foto è stata postata dalla Strada -.

La Mannoia ha espresso la propria solidarietà all’ex presidente di Emergency con un tweet sarcastico in cui esortava il critico d’arte a vergognarsi per il suo “La figlia di Gino Strada può stare tranquilla: non troverà fascista che voglia fare sesso con lei, e tanto meno riprodursi in lei; non vorranno darle una gioia, sacrificandosi”, scritto anche in questo caso sui social.

Il tweet

Il tweet

La seconda classificata al Festival di Sanremo dello scorso anno con la canzone Che sia benedetta, con la quale aveva vinto anche il premio per il miglior testo, ha espresso più volte le sue idee politiche e non ha mancato di farlo nemmeno questa volta twittando, anche per solidarietà femminile:“Non le dico Capra – memorabile l’insulto “Capra, capra, capra!” rivolto da Sgarbi durante i litigi con i suoi interlocutori – per non offendere l’intelligenza di questi innocenti animali. Posso solo dire: Si vergogni!…se ancora riesce a farlo”.

La risposta

Vittorio Sgarbi

Non si è fatta attendere la risposta – ironica – di Vittorio Sgarbi, formulata con una serie di successi canori di Fiorella Mannoia, da Che sia benedetta – riferito alla polemica con lei – a Quello che le donne non dicono, Premio della Critica al Festival di Sanremo 1987 -.

La risposta dell’ex presidente di Emergency

Nella querelle è entrata anche Cecilia Strada, destinataria dell’insulto di Sgarbi, la quale, con uno “stato” su Facebook ha dichiarato che il critico d’arte non aveva detto “niente di originale” rispetto ai commenti tipo “sei cessa” che le sono arrivati dopo la sua esternazione. Ha affermato che “da un intellettuale come Sgarbi” si sarebbe “aspettata qualcosa di più”, ma ha aggiunto che se ne sarebbe fatta una ragione.

Cecilia Strada, dopo l’esortazione alle donne a non aver rapporti sessuali con i fascisti per non farli riprodurre, si era scusata con i suoi lettori, che non erano abituati ad un linguaggio simile da parte sua, ma ha anche detto di non essere riuscita a trattenersi, davanti alla “verità nuda”.

Resta da vedere se il botta e risposta – rigorosamente social – tra i tre continuerà oppure no. In qualcosa, però, si può anche dare ragione a Vittorio Sgarbi: l’organo genitale femminile – da lui definito in modo volgare – non è una questione politica – il problema era che lui diceva in tal modo di voler chiudere il discorso iniziato da Cecilia Strada, ma ha ottenuto l’effetto contrario -.


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