Fiorentina: sei mesi e poi sarà rivoluzione - Notizie.it
Fiorentina: sei mesi e poi sarà rivoluzione
Calcio

Fiorentina: sei mesi e poi sarà rivoluzione

Congedato Gilardino, la Fiorentina guarda avanti. L’addio del bomber, anticipato rispetto alle previsioni che volevano il divorzio a giugno, segna infatti la prima tappa del restyling viola: un nuovo ciclo che a fine stagione non comprenderà come noto Montolivo, agli ultimi sei mesi da separato in casa (a meno di clamorose sorprese a fine gennaio) e che forse sarà privo anche della guida del ds Corvino, la cui partenza in estate non è affatto improbabile, magari per essere sostituito da quel Walter Sabatini storicamente legato a doppio filo a Delio Rossi e forse già stanco della convivenza con Baldini alla Roma. Un ciclo che, inevitabilmente, sarà volto alla riduzione dei costi, a partire dal monte ingaggi. I tifosi storcono ovviamente il naso e non possono neppure bastare le frasi di incoraggiamento del vice sindaco che parla del 2012 come l’anno decisivo per la definizione del progetto legato al nuovo stadio. Un bell’impianto con nulla dentro attizza molto poco la gente, soprattutto il caldo tifo gigliato.

Cosa aspettarsi quindi nei prossimi mesi?

Intanto uscire il prima possibile dalle secche della bassa classifica: di Europa è meglio non parlare, anche se esiste sempre la scorciatoia chiamata Coppa Italia, ma per fare punti occorre segnare. Così non convince fino in fondo il piano di Delio Rossi di fare da sé per la sostituzione del Gila inventando Jovetic centravanti: Jo-Jo l’istinto del gol ce l’ha, è innegabile, ed appare ormai come il leader della squadra ma tenerlo qualche passo lontano dalla porta sarebbe meglio per una squadra priva di fantasia in mezzo al campo e pure sulle fasce. Per questo un attaccante arriverà subito, se non due, ma tutto sta a capire di quale levatura: Mauricio Pinilla infatti, il nome che sembra più caldo, pur essendo un pupillo dell’allenatore non sarebbe certo un giocatore da salto di qualità così come Amauri o Iaquinta, di fatto fermi da un anno o poco meno.

Il reparto offensivo vivrà un gran traffico: sicure infatti anche le partenze del deludente Silva ma pure di Ljajic, per il momento solo in prestito con la speranza però che il ragazzo sbocci.

Novità anche in mezzo, reparto dove peraltro proviene l’unica nota lieta della seconda parte di 2011, quell’Amidu Salifu già nel taccuino di molte grandi (fin dai tempi del Vicenza). Munari se ne andrà e per fare reparto con Montolivo e Behrami arriverà un mediano di sostanza: il preferito è Mudingayi ma richieste del Bologna e concorrenza spingono a puntare su soluzioni più economiche, come l’argentino Yacob. Un profilo che, al pari dell’eterna promessa Babacar e di Pinilla garantirebbero una salvezza tranquilla ma nulla più. Prima della rivoluzione, però, potrebbe anche bastare.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche