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Fisco, accordo a sei per la lotta all’evasione fiscale
Economia

Fisco, accordo a sei per la lotta all’evasione fiscale

Pattuglia della Guardia di Finanza
Pattuglia della Guardia di Finanza

Ormai sembra del tutto sfumata la compiaciuta complicità con cui buona parte degli italiani, sino a non molto tempo fa, guardava ai “furbi” che riuscivano a mascherare le loro ricchezze al fisco. Il ripetersi periodico di mazzate da parte dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni, rivolte sempre agli stessi, quelli che non possono evadere in quanto hanno la tassazione a monte, ha eroso in maniera sensibile il velato consenso di chi è stato chiamato a ripianare le perdite dei conti pubblici per sé e per gli evasori, che non sono certo dei miserabili, anzi, viste le cifre di cui si parla ogni volta che viene smascherato un evasore totale. Insieme alla consapevolezza dei cittadini, però, è cresciuta l’efficacia degli strumenti operativi messi in mano all’Agenzia delle Entrate per combattere il fenomeno e i risultati si cominciano a vedere. Ora ne arriva un altro, il Foreign Account Compliance Act, che Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Usa hanno annunciato di voler utilizzare al fine di “intensificare la lotta all’evasione fiscale internazionale”.

Impegnandosi al contempo ad individuare strumenti per lo scambio di informazioni. A renderlo noto è il ministero dell’Economia italiano. “L’Italia, la Francia, la Germania, la Spagna, il Regno Unito e gli Stati Uniti annunciano congiuntamente – è scritto nella nota del ministero dell’Economia italiano – di voler adottare un approccio comune finalizzato all’applicazione del Foreign Account Tax Compliance Act (Fatca) attraverso accordi bilaterali basati sulle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni”. Da notare che l’accordo tra i cinque paesi, potrebbe essere allargato ad altri, come specifica lo stesso comunicato: “L’intento dei Governi è quello di rafforzare la collaborazione finalizzata a raggiungere nel tempo standard comuni in materia di obblighi dichiarativi e di due diligence, mantenendo al livello più basso possibile i costi di adempimento per le istituzioni finanziarie e per gli altri soggetti interessati dall’applicazione della normativa Facta. Infine, l’auspicio congiunto dei sei Paesi è che sia possibile in futuro lavorare con altri Paesi, insieme all’Unione Europea e all’Ocse, per adattare la normativa Fatca ad un modello comune per lo scambio automatico di informazioni”.

Insomma, stanno arrivando tempi duri per gli evasori, vera calamità sociale che come tale deve essere combattuta.

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