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Fisso o variabile! Questo è il problema?
Economia

Fisso o variabile! Questo è il problema?

In molti non ci dormono durante la notte. Quale scegliere; “il variabile ora è basso…e se sale…come faccio? Il fisso invece mi dà la sicurezza che almeno so quanto pago ora e pagherò sempre! Sì scelgo questo…però com’è alta la rata fin d’ora. Qualcuno mi aiuti”! Questo è il classico dilemma di ogni acquirente immobiliare che deve scegliere il proprio tasso. Davanti a questa indecisione le banche, finalmente, danno una possibilità per venire incontro a questi dubbi. Il tasso variabile col tetto massimo, detto cap, può essere una soluzione. Consiste in un tasso variabile la cui rata può aumentare fino a un massimo di una cifra prestabilita. Conviene in quanto il tasso d’interesse iniziale è poco più alto del variabile standard anche se il valore del tetto massimo è un po’ superiore a un normale tasso fisso. Ma non c’è da preoccuparsi nemmeno di questo cap più alto del fisso.

Anzi non c’è nemmeno da preoccuparsi per un normalissimo variabile. Al momento dopo aver aperto un mutuo le banche offrono la possibilità di cambiare, o meglio rinegoziare, il proprio mutuo. Senza dimenticare la surroga, ovvero la facoltà di trasferire il proprio mutuo in un’altra banca. Questo porta a poter scegliere un nuovo tipo di tasso d’interesse e sicuramente più vantaggioso. Comunque sia le banche riescono ormai sempre a consigliare diversi prodotti tra cui il tasso misto: prima “manche” di rate con un tasso per poi passare a un altro. Visto l’andamento del mercato e la possibilità di poter rinegoziare il proprio prestito attualmente la scelta di un tasso variabile può ancora essere l’ideale per iniziare. Per un po’ non salirà di molto e appena sale, eccetto cambiamenti in corsa (attenzione sempre a questi), basta fare una corsa in banca. Con un continuo sguardo all’andamento e al mondo bancario il mutuo può essere ben gestito!

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