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Mafia: il boss Graviano ammette, 'Concepii mio figlio al 41 bis distraendo le guardie'/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) –

Dice e non dice, collegato in videoconferenza dal carcere di Terni, al processo sulla 'ndrangheta stragista a Reggio Calabria per l'omicidio di due carabinieri. Erano state le intercettazioni in carcere a raccontare quanto sarebbe accaduto nel 1996. "Io tremavo, lei era nascosta ni robi (tra la biancheria, ndr). E dormivamo nella cella assieme, cose da pazzi. Tremavo, tremavo", aveva raccontato Giuseppe Graviano al compagno di cella, non sapendo di essere intercettato in carcere dai magistrati del processo Trattativa Stato-mafia di Palermo. Un figlio concepito mentre era al 41 bis, cioè al carcere duro. "Vedi che fare il figlio nel carcere, questo per me è stato un miracolo", aveva detto ancora come hanno registrato le cimici in carcere. All'epoca, il boss e il fratello Filippo Graviano erano detenuti all'Ucciardone, per partecipare ad alcuni processi.

E allora come è stato possibile? Ci furono complicità eccellenti? Non si è mai saputo. E oggi Graviano si limita a parlare di "distrazioni degli agenti del Gom", cioè il gruppo speciale di agenti in carcere.

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