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Falcone: figlio scorta giudice, 'non provo odio ma rabbia, rivedo sempre in tv immagini strage' (2)

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(Adnkronos) – "L’odio è un sentimento di avversione, per cui si desidera il male dell’altro. Io non voglio il male di nessuno, anzi cerco di aiutare tutti – dice con una maturità da uomo adulto- Mi concentro sul quotidiano con una speranza per il futuro. L’odio è un sentimento che consuma e rende ottusi, distogliendo l’attenzione dalle cose importanti della nostra vita. La rabbia, al contrario, è un’emozione, uno stato mentale che può evolversi e rendere più efficaci le reazioni dell’uomo ai fini della sua sopravvivenza", dice ancora Emanuele Schifani.

"Questo ravviva quotidianamente il fuoco del mio impegno dalla parte dei cittadini onesti", spiega.

Qualche mese fa venne arrestato il fratello della madre, Giuseppe Costa, nell'ambito di una importante inchiesta antimafia della Procura di Palermo. Un vero e proprio terremoto che sconvolse per primi la sorella, la vedova Schifani, e lo stesso Emanuele. Per gli inquirenti Giuseppe Costa, detto Pinuzzu u chieccu (il balbuziente, ndr), "è un componente della famiglia mafiosa di Vergine Maria svolgendo le funzioni di esattore delle richieste estorsive destinandole ai carcerati".

Secondo l'accusa l'uomo avrebbe riscosso il pizzo per contro del boss dell'Arenella Gaetano Scotto. In quell'occasione Emanuele Schifani disse: "Chi rimane lì o muore o diventa come loro".

Oggi spiega: "Con quella frase intendo dire molto semplicemente che bisogna avere il coraggio di cambiare, di ribellarsi al sistema criminale e lottare dando il proprio contributo – spiega oggi il giovane ufficiale – La Sicilia e i siciliani dimostrano con i fatti di essere vivi e di voler combattere contro questo male estremo".


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