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Francia: deputato France Insoumise, 'si cerca di destabilizzare, serve unità del Paese'

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Roma, 29 ott. (Adnkronos) – Con l'attentato a Nizza che arriva pochi giorni dopo l'attentato a Conflans-Sainte-Honorine "si sta cercando di destabilizzare il paese" e "di creare il terrore". Come dopo gli attentati del 2015 a Charlie Hebdo e al Bataclan "serve l'unità del Paese" ed evitare di "cadere nella trappola di chi vuole creare un clima di guerra civile, di guerra di religione in Francia".

Ad affermarlo, in un'intervista all'Adnkronos, è Éric Coquerel, il deputato francese ed esponente di La France Insoumise, il movimento politico francese di sinistra radicale guidato da Jean-Luc Mélenchon.

Dopo l'attentato a Conflans-Sainte-Honorine, a nordovest di Parigi, che è costato la vita il 16 ottobre scorso al professore Samuel Paty, sottolinea il deputato di Seine-Saint-Denis, "purtroppo mi aspettavo che potessero succedere rapidamente altri attentati perché quella sembrava in atto un'azione coordinata e organizzata.

A Nizza come a Conflans non penso che sia l'opera di 'pazzi di Dio'. Non penso che si tratti di atti isolati. Come dopo gli attentati a Charlie Hebdo e al Bataclan nel 2015 c'è in ballo qualcos'altro. L'obiettivo è creare terrore, dividere il paese. Non si vuole vincere una battaglia militare ma si vuole creare un clima di guerra civile in Francia, di guerra di religione. Si cerca di destabilizzare il Paese creando terrore e confusione", sottolinea Coquerel.

L'esponente di France Insoumise punta il dito sugli attacchi subiti dal partito all'indomani dell'attentato di Conflans. Politici ma anche esponenti del governo hanno infatti rimproverato al movimento di Melenchon le sue posizioni sull'islam per cercare di ottenere consensi. Il ministro dell'Istruzione francese, Jean-Michel Blanquer, infatti, ha denunciato la presenza nelle università 'dell'islamo-gauchisme', un termine dispregiativo utilizzato per indicare i legami tra gli ambienti di estrema sinistra e l'islamismo radicale.

"Dopo l'attentato a Conflans France Insoumise – sottolinea Coquerel – è diventato il capro espiatorio e abbiamo subito attacchi calunniosi. Questo non va nella direzione dell'unità che è quello che servirebbe al Paese in questo momento".


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