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Infanzia: Drago, 'basta politica dei bonus, ora puntiamo su natalità'

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Roma, 19 dic. (Adnkronos) – “Il nostro è tra i Paesi al mondo con il livello più basso di nuovi nati e con una popolazione tra le più anziane. Negli ultimi decenni la politica e le istituzioni non hanno dato il giusto peso al tema del sostegno alla natalità nel nostro Paese, una questione fondamentale e che investe vari ambiti di interesse, in particolar modo quello economico, incrementandolo.

Per questo motivo sto lavorando ad una mozione che ho già sottoposto ai colleghi in Senato. Occorre un confronto serio e responsabile, una progettualità che solo se condivisa potrebbe portare alla risoluzione di questo oramai annoso problema”. Così la senatrice di Popolo Protagonista, Tiziana Drago.

“Un Paese che invecchia – aggiunge – senza un ricambio generazionale è la morte dell’economia, basti pensare ai ragazzi della ‘generazione Core’, ovvero i giovani compresi nella fascia d’età tra i 19 e i 39 anni, che sono costretti ad emigrare all’estero per lavorare e/o studiare.

Questo fenomeno, sempre più radicato nel nostro Paese, azzera quasi del tutto un fondamentale ‘moltiplicatore’ economico. Questo perché sono i giovani che, se inseriti nel mondo del lavoro, stimolano l'indotto, acquistando casa, macchina e quant'altro, ma soprattutto generando figli, quindi 'consumando' beni e servizi per la cura e la crescita del/la bambino/a".

"Non possiamo andare avanti con la politica dei bonus. Basta gentili concessioni! Occorre salvaguardare "diritti" sanciti dalla nostra Costituzione! Occorre, pertanto, occuparsi di una seria riforma fiscale, del mondo dell'istruzione e universitario, della parità di genere, specie in ambito lavorativo, dell'housing, ecc., oppure avremo altri record negativi da osservare.

Fin quando non si capirà che parte della responsabilità delle crisi economiche succedutesi negli ultimi anni siano da imputare al crollo della natalità, che ha modificato la struttura socio-economica, aumentando i costi fissi coperti con imposte crescenti e conseguenti riduzioni dei redditi e degli utili d’impresa, non arriveremo lontani”.

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