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Ubs: ex Ceo Ermotti in 9 anni ha guadagnato come un ticinese in 1800 anni (2)

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(Adnkronos/Ats) – C'è chi fa presente che gli stipendi dei top manager devono essere messi in relazione con i risultati conseguiti da una società: concretamente negli anni in cui Ermotti è stato Ceo Ubs ha realizzato utili per alcune decine di miliardi di franchi; 6,6 miliardi nel solo 2020, che grazie alla pandemia ha portato a una forte attività dei clienti.

Va ricordato anche che i proprietari di Ubs – cioè gli azionisti – sono stati a loro volta onorati con dividendi e riacquisti di azioni. In quest'ambito va anche guardato al corso dell'azione: nel periodo di "reggenza Ermotti" il titolo è partito da un minimo di 9,69 franchi, per poi salire sino a un massimo di 22,57 franchi nel 2015 e tornare poi a scendere. Oggi l'azione è scambiata a meno di 15 franchi.

Gli investitori che l'avevano comprata nel 2007 sono tutt'altro che soddisfatti: allora valeva quasi 80 franchi.

Altri ricordano che se il maggior gruppo bancario elvetico esiste ancora è perché è stato sostenuto dallo stato: il 16 ottobre 2008, per evitare il crollo dell'istituto giudicato di importanza sistemica, nel pieno della crisi finanziaria, la Banca nazionale svizzera e il Consiglio federale intervennero con una manovra da 68 miliardi di franchi (60 miliardi di dollari la Bns, 6 miliardi di franchi la Confederazione).

Un intervento – così venne detto allora – volto a "rivitalizzare il bilancio di Ubs". Visto a posteriori, alla fine lo stato ne uscì persino con un guadagno, anche se vi sono economisti che sostengono che allora le grandi banche, la Bns e l'intera Svizzera fu semplicemente fortunata.


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