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In 7 mosse il trend 'new normal' del consumatore

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Roma, 18 giu. (Labitalia) – Nel trend 'new normal' delle nuove abitudini di acquisto al tempo del coronavirus, la prima parola chiave è valore, fattore sempre più trainante specialmente per il segmento crescente di clienti 'safety first', molto attento ai prezzi: l'’aumento della dimensione del carrello e meno frequenti occasioni di spesa lo rendono fondamentale per i clienti, in cerca di rassicurazioni continue.

Poi, il fattore locale: spese meno frequenti e sempre più vicine a casa con meno cross shopping in parallelo a clienti che stabilizzano le loro nuove preferenze nella fase di ripresa. Almeno stando alla nuova ricerca della società tedesca Dunnhumby, leader nel retail, pubblicata in questi giorni.

“Stiamo lentamente riprendendo fiducia per il ritorno alla normalità, ma il raggio d’azione rimane stretto”, commenta Pietro Ruffoni, fondatore di MyCia, la app che consente di trovare i tuoi piatti preferiti nel ristorante più vicino a casa.

“Da un lato per garantirci sicurezza, dall’altro notiamo anche un desiderio di premiare il ristoratore vicino che riapre, con tutti i costi che la pandemia impone: menu contactless, sanificazione, prenotazioni obbligatorie e riduzione dei tavoli”, aggiunge.

In terzo luogo, tutto a casa: con l’allentamento delle misure di distanziamento sociale, si prevede un incremento nel consumo di cibo fuori casa, ma con un settore che rimane in difficoltà fino alla disponibilità di un vaccino anche per le postazioni ridotte.

E la casa come luogo in cui vivere 'avventure gastronomiche' è sempre più apprezzata. C’è chi preferisce mettersi ai fornelli, magari traendo ispirazione da veri e propri corsi professionali online come Pizza Revolution, che guida alla creazione dell’autentica pizza napoletana, realizzato da Federica Web Learning e disponibile sulla piattaforma federica.eu.

E chi opta per il delivery, tendenza su cui punta Pick Meal Up, la prima app di solo take away a prezzo fisso, ideata in tempi non sospetti ma in partenza a breve: “Il nostro progetto – spiega Carlo Farina, founder – punta a valorizzare anche l’esperienza sociale del recarsi nel locale a ritirare i propri piatti.

Dopo tanti mesi passati a casa c’è anche la voglia di uscire, godere comunque dell’esperienza che offre il ristorante sia nell’ambiente che nel rapporto umano con il personale”.

La quarta tendenza emersa nella ricerca è l’attenzione al benessere personale: un aumento significativo dell’attenzione all’igiene personale e della casa con nuove abitudini alimentari e comportamenti più salutari per rinforzare il sistema immunitario e prendersi cura di sé. Un trend che ha notato anche Giacomo Bettazzi, co-founder di My Formula, start up e-commerce che propone prodotti di Hair Care personalizzati: “Durante il lockdown abbiamo avuto un boom di richieste sul nostro e-commerce my-formula.it; il cliente non si limitava ad acquistare i nostri prodotti 'su misura' ma ci richiedeva anche consulenze online per scegliere il prodotto giusto e utilizzarlo nel modo corretto.

Questa esperienza ci ha dato l’idea di attivare stabilmente un servizio di consulenza gratuita di 30 minuti per chiunque ne faccia richiesta”.

“Le nostre vendite online sono cresciute, soprattutto per gli immunostimolanti. I genitori hanno scelto prodotti per rafforzare le difese immunitarie dei figli con la comodità di riceverli direttamente a casa”, riferisce Lucia Tagliabue, Marketing Manager di Smartfarma, azienda farmaceutica specializzata in integratori per l’infanzia.

La quinta è la maggiore fiducia verso l’on line, anche per nuovi prodotti, come il fresco. Spinti dalla massiccia domanda di sicurezza, i retailer sono stati costretti ad aumentare rapidamente la capacità e la rapidità per consegne a domicilio e servizi click & collect. Pizzium, catena di pizzerie, ha velocemente potenziato prima il servizio delivery e poi quello take away. “I nostri locali non hanno mai chiuso perché abbiamo attivato in tutti i nostri punti vendita il servizio di delivery. Siamo riusciti a costruire in tempi brevissimi una piattaforma online in cui effettuare ordini e pagamenti in totale sicurezza sia per il take away che per il servizio di delivery interno”, afferma l’ad Stefano Saturnino.

Come corollario, c’è un aumento di richiesta di opzioni digitali più utili e pratiche, dalla pianificazione della spesa alle applicazioni che consentono di evitare le code alle app per i pagamenti. “Questo è un bisogno sempre più forte anche nelle aziende: maneggiare contante è diventato un problema per tutti, così come raccogliere e rendicontare ricevute cartacee. La digitalizzazione delle spese, per traguardare la salute dei dipendenti, non è più rimandabile", dice Giuseppe Di Marco, Country manager di Soldo, fintech leader nello spend management aziendale.

Anche per Giovanni Farese, general manager di webidoo, il Covid ha accelerato la digitalizzazione delle pmi: “Solo le aziende che disponevano di strumenti digitali adeguati sono riuscite a limitare i danni. Le altre hanno capito che si devono 'rimettere in pari' velocemente. Per questa ragione sono in forte crescita le richieste soluzioni digital come piattaforme di prenotazione online o e-commerce evoluti”. E infine, la ricerca Dunnhumby sottolinea il forte senso di comunità lasciato dal Covid con nuovi livelli di fiducia e una più profonda fedeltà emotiva verso marchi propri di retail e punti vendita, visti come pilastri della comunità, riconoscendo come eroi i dipendenti della grande distribuzione e chi è rimasto aperto.


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