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Imprese: Assofond, a maggio forte rimbalzo produzione delle fonderie (+91%)

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Milano, 14 lug. (Labitalia) – L'indice della produzione industriale delle fonderie italiane ha fatto segnare a maggio un rimbalzo congiunturale di circa il 91% rispetto ai livelli di aprile 2020, raggiungendo quota 64,2 punti. A dirlo Assofond, l'associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane.

L'attesa ripresa rispetto al periodo di lockdown c’è dunque stata, ma non si può dire che si sia trattato di vero recupero: è vero che la perdita tendenziale sullo stesso periodo del 2019 quasi si dimezza rispetto al valore del mese precedente (-36,7% contro il -66,6% di aprile) ma, se si osservano i valori cumulati, ci si accorge che la situazione non è migliorata. I livelli produttivi acquisiti al mese di maggio 2020 si sono ancora ridotti e il recupero sul 2019 rimane molto lontano: la tendenza del periodo gennaio-maggio 2020 è pari al -30,9% sullo stesso periodo del 2019, in peggioramento rispetto al -29,5% calcolato sui valori cumulati fino ad aprile.

"Il rimbalzo congiunturale era atteso – sottolinea Roberto Ariotti, presidente di Assofond – considerando che oltre l’80% delle fonderie italiane ad aprile aveva interrotto l’attività, ma i livelli produttivi restano decisamente inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi: la visibilità degli ordini è molto corta". Il rimbalzo della curva delle fonderie italiane (+91,2%, 64,2 punti) è stato più marcato rispetto agli altri concorrenti europei: l'indice tedesco cresce del +25,2% rispetto ad aprile, ma rimane con un tendenziale molto negativo, pari al -40,1%.

L’indice spagnolo, invece, risale a 54,5 punti e recupera solo il +8,4% sul mese precedente, segnando una perdita del -46,4% rispetto allo stesso mese del 2019. L’indice francese non è stato pubblicato da Eurostat.

Su base annua e base 2019, tuttavia, la media dei primi cinque mesi pone l'Italia sul livello più basso: i 70,2 punti sono inferiori sia ai livelli produttivi spagnoli (70,9) sia a quelli tedeschi (76,0).

La distanza rimane, in tutti i casi, intorno ai 30 punti percentuali in meno rispetto alle corrispondenti medie annuali del 2019. "Mi auguro – auspica Ariotti – una decisa accelerata sul piano degli investimenti e della politica industriale: è stato giusto tamponare l'emergenza, ma ora serve pianificazione, serve un piano per snellire la burocrazia e favorire gli investimenti delle imprese a lungo termine, soprattutto in innovazione e sostenibilità".


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