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Fisco: Orienta, con superbonus si prevedono 100mila nuovi occupati l'anno

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Roma, 1 dic. (Labitalia) – I settori e gli ambiti che saranno più coinvolti dal superbonus saranno soprattutto quelli dell’edilizia e settori collegati, come l’ambito assicurativo, gli esperti e consulenti fiscali e legali, le società di progettazione e manutenzione, società finanziarie, amministratori di condominio, commercialisti.

Nello specifico le professioni più richieste sono: periti industriali e termotecnici, collaudatori, ingegneri, geologi, cappottisti, progettisti impianti tecnologici, e altre figure connesse. Dall’osservatorio Orienta, nel dettaglio, in queste settimane si stanno registrando percentuali di aumento di richieste di figure a seguito dell’avvio del super bonus, tra cui: elettricisti (+ 13%), idraulici (+8%), caldaisti (+6%), operai edili e produzione materie edili (+6%), ingegneri (+5%), amministrativi (+4%), geometri (+3%), serramentisti (+3%), termoidraulici (+3%), carpentieri (+ 3%), contabili (+3%).

Si prevede, inoltre, per il 2021 un impatto con percentuali a due cifre.

In un triennio, sebbene il provvedimento di agevolazione scade a dicembre 2021 ma è già in cantiere la proroga, si prevede un impatto sul pil del super bonus di 3 punti percentuali con una crescita di 63 miliardi di euro e una media di incremento occupazionale di 100 mila addetti l’anno compreso l’indotto (stima Ance, Associazione nazionale dei costruttori).

Se a questi numeri aggiungiamo, poi, le risorse che lo Stato prevede di investire in infrastrutture per un valore stimato di 190 miliardi per i prossimi 10 anni (grazie anche alle risorse e ai fondi europei), le prospettive del settore sono ampiamente in rialzo. “Il super bonus del 110% – spiega Giuseppe Biazzo, amministratore delegato Orienta – sul valore delle ristrutturazioni edilizie, sia a livello infrastrutturale che per l’edilizia residenziale, avrà un forte impatto sullo sviluppo economico del Paese e l’intero settore delle costruzioni svolgerà un ruolo significativo come traino della ripresa con evidenti impatti positivi sul piano occupazionale".

"Il mercato del lavoro del comparto – osserva Biazzo – compreso tutto l’indotto e i settori collegati, trarranno un enorme beneficio sia in termini quantitativi, con oltre 100 mila nuovi occupati l’anno, ma anche in termini qualitativi, tenuto conto dell’impatto sulle politiche energetiche e ambientali, il ricorso a nuove tecnologie e la conseguente domanda di profili professionali maggiormente qualificati".


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