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Tumori: Speranza, 'cure personalizzate per 40% pazienti, fare di più'

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Roma, 26 ott. (Adnkronos Salute) – "Il 40% dei pazienti oncologici avanzati ha accesso a cure personalizzate. Questo dato può e deve crescere". Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza, alla cerimonia di celebrazione dei Giorni della ricerca Airc al Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

"La realizzazione dell’oncologia personalizzata richiede che da un lato tutti i pazienti abbiano accesso allo screening genomico – aggiunge – e dall’altro che i nostri istituti siano in grado di raccogliere, analizzare e interpretare i dati dei pazienti; non ultimo, la disponibilità dei nuovi farmaci più innovativi non può e non deve essere un fattore limitante", rimarca.

Per il ministro, "nell'epoca della medicina di precisione, dobbiamo smetterla di ragionare a compartimenti stagni – esorta – occorre puntare sull’integrazione ospedale-territorio, sul dialogo tra tutti gli attori principali: paziente e medico di medicina generale, strutture di prossimità e specialista di oncologia, infermieri e professionisti sanitari.

La lotta al cancro – afferma ancora il ministro – si vince lavorando insieme, non lasciando nessuno da solo, prendendosi cura non soltanto del paziente, ma anche di chi si prende cura di lui".

Perciò "la sfida cui siamo tutti chiamati è quella di costruire una vera e propria comunità medica, che accompagni il paziente all’interno di un percorso condiviso, diagnostico, terapeutico e riabilitativo, che renda il servizio sanitario più funzionale e facilmente accessibile a chi ha bisogno, superando le frammentazioni che generano disuguaglianza". 

Il Ssn, afferma il ministro, "ha il dovere di mettere in atto i principi di equità, universalità e uguaglianza sanciti dall’articolo 32 della Costituzione che rappresenta per me un faro fin dal primo giorno del mio mandato.

Equità significa che ogni sforzo deve essere orientato a garantire centri di eccellenza su tutto il territorio nazionale".

E ancora, “in questo contesto, è necessaria un’efficace politica per la ricerca biomedica, promuovendo innovazione e incoraggiando la collaborazione tra i centri di ricerca nazionali ed internazionali, anche attraverso la costruzione di reti, e facilitando al massimo il trasferimento dei risultati nella pratica clinica”.


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