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Flavia Vento finisce in carcere e legge poesie…

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flavia vento okom

Flavia Vento finisce dietro le sbarre! Prima di salire sulla vostra scrivania gridando “giustizia è fatta!” leggete questo post.
Si è vero, molti di voi non avrebbero potuto immaginare condanna migliore per una donna che ha fatto del suo passato sotto un tavolo di plastica, della sua fantascientifica carriera politica e delle sue esternazioni simil-svampite la sua bandiera ma invece questa volta quasi quasi io tifo per lei.
La Vento, mossa da nobili intenti animalisti, si era scagliata duramente contro coloro che uccidono le povere bestiole per farne pellicce e scarpe (vuoi anche un po di solidarietà e identificazione per la specie) e aveva trovato nella delegata per i diritti animali di Walter Veltroni (non i diritti di Walter, intendiamo la delegata facente parte della sua giunta) il suo capro espiatorio.

Con una classe e uno stile che Flavia ha sempre manifestato la paladina del cincillà si è collegata su internet e dal suo blog ci ha dato giù di “Mignotta!”.
Questo l’epiteto con cui è stata definita la delegata (diamole un nome, Monica Cirinnà per la cronaca) che, tanto per gradire, è stata accusata dalla bionda showgirl (?) di utilizzare i i soldi pubblici per acquistare borse e pellicce.
La Cirinnà non ha affatto gradito e oggi (tutto questo è accaduto nel 2008) grazie alla veloce e snella burocrazia italiana la Vento dovrà passare un mese in carcere, pagare 300euro e i danni alla delegata dell’epoca Veltroni.

Come avrà reagito la bionda? Ecco: LE poesie al Vento

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