Lachanofobia: la fobia delle verdure
Lachanofobia: la fobia delle verdure
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Lachanofobia: la fobia delle verdure

Lachanofobia

La Lachanofobia è la fobia delle verdure e, più in generale, dei vegetali. Ecco da cosa dipende.

Il numero di fobie riscontrate tra le persone è elevatissimo. Mentre ce ne sono alcune piuttosto diffuso e, di conseguenza, più conosciute, ce ne sono altre davvero insospettabili. Mentre capire le motivazioni che spingono una persona a sviluppare una paura patologica per cose quali l’altezza, gli spazi chiusi o i ragni è più semplice, empatizzare con chi soffre di fobie più particolari è senz’altro più difficile. Ma queste fobie esistono eccome. Hanno nomi complessi e origini tutte da studiare, ma sono reali e difficili da gestire. Volete scoprirne una? Ecco cos’è la lachanofobia, la paura patologica delle verdure.

La lachanofobia

Tra le fobie più strane e meno diffuse c’è anche quella delle verdure. La parola che la descrive, lachanofobia, è composta dalla parola lachan, che deriva dal greco e significa proprio “vegetale”, e da fobia, paura. In realtà, infatti, il terrore non si esaurisce alle verdure, ma riguarda qualsiasi alimento rientri nel mondo dei vegetali. La fobia si traduce nell’incapacità patologica di avvicinare o osservare una verdura o un frutto.

Le reazioni di chi ne soffre sono per lo più isteriche, incontrollate. La paura rientra, dunque, nell’insieme dei disturbi legati all’alimentazione. Non si conoscono i motivi precisi, ma spesso la paura è associata a una dieta scorretta, carente di vitamine e minerali fondamentali. Nella maggior parte dei casi la lachanofobia è indirizzata non a tutti i vegetali in generale, ma a uno in particolare. A scatenare le reazioni più estreme sono, di solito, le verdure appartenenti al gruppo dei cavoli o i frutti strani. Anche i legumi possono scatenare paure di questa natura.

Le motivazioni

A scatenare una fobia come quella ai vegetali, sono di solito disturbi legati a un cattivo rapporto con l’alimentazione. In questi casi, è bene analizzare nel profondo le motivazioni che possono spingere un individuo a sviluppare tale fobia. È, quindi, consigliabile rivolgersi a uno psicologo o a uno psichiatra esperto che possa rintracciare le origini del disturbo. Gli squilibri alimentari che una fobia del genere può causare non fanno che aggravare la situazione del paziente.

Come curare la lachanofobia

Davanti a una reazione di panico immotivato di fronte a un piatto di verdure, ci si chiede come si possa trovare una cura al disturbo.

Come per molte altre fobie, la risposta sta, spesso, in un percorso psicoterapeutico ad hoc che permetta al paziente di risalire alla fonte del proprio disturbo. Solitamente il riavvicinamento – fondamentale – al mondo vegetale avviene per gradi. Si cerca, dunque, di spingere l’individuo a scendere a patti con la sua fobia attraverso un lento processo di vicinanza con la paura stessa. La terapia psicologica farà in modo di esporre il fobico di fronte al suo nemico, per gradi. La lenta presa di coscienza e la razionalizzazione della fobia possono dare ottimi risultati.

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