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Fondazione Open, Renzi contro Conte: “Mi attacca perché lo abbiamo mandato a casa”

Renzi si è schierato contro l'ex premier Conte che gli ha lanciato accuse dopo le recenti pubblicazioni sulla Fondazione Open. 

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Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha attaccato l’ex premier Giuseppe Conte dopo che quest’ultimo si era espresso sull’inchiesta relativa alla Fondazione Open e in particolare sulle informazioni finanziarie rese note sul senatore fiorentino, sottintendendo timori su possibili conflitti di interesse nell’operato di quest’ultimo.

Il quale non ha fatto attendere la sua reazione: “Conte può insultarmi, può mentire, può fare illazioni. Ma non può cambiare la storia: noi lo abbiamo mandato a casa perché non era capace“.

Fondazione Open, Renzi contro Conte

I fatti riguarderebbero un presunto versamento di 19 mila euro a Renzi quale compenso per essere intervenuto ad un meeting organizzato dalla 21 Investimenti Sgr di Alessandro Benetton. “Mi ha colpito che un pagamento arrivi da parte di uno dei Benetton proprio mentre noi ci battevamo contro la concessione di Autostrade“, aveva commentato Conte.

Il senatore di Italia Viva ha definito squallida l’illazione per cui, ricevendo fondi da 21 Invest, lui non avrebbe giudicato in serenità l’operato del governo. “Le sue frasi sono false come sarebbe facile dimostrare se solo accettasse un confronto TV, cosa che ha paura di fare”, ha evidenziato aggiungendo che, “se solo non fosse ridicolo, farebbe tenerezza“.

Fondazione Open, Renzi contro Conte: “Benetton hanno incassato grazie al tuo populismo”

Renzi ha dunque spiegato che la revoca delle concessioni autostradali “ha portato il contribuente italiano a regalare circa 8 miliardi alla società dei Benetton, che dunque non hanno pagato ma incassato grazie a Conte e al suo populismo“.

Quanto all’indagine su Open, ha accusato l’avvocato grillino di aver detto falsità e ha ricordato che quello stesso uomo che gli ha rivolto accuse in diretta tv “un anno fa era sorridente a Palazzo Chigi a ordinare banchi a rotelle, tra mascherine al 5% e ventilatori cinesi mal funzionanti“.

Di qui la rivendicazione di aver fatto cadere il suo governo e avuto il coraggio di sfidare l’opinione comune, all’epoca favorevole a Conte, mandando a casa “un premier non all’altezza“. Una scelta di cui ancora oggi si è detto orgoglioso.

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