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FONDI MAI USATI E CROLLA LA CISTERNA ROMANA SULL’APPIA ANTICA

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E’ rimasta in piedi solo una parete della cisterna romana del parco dell’Appia Antica, il resto si è sgretolato come sabbia in una notte, quella tra sabato e domenica. Le macerie che restano a terra alla Caffarella (da Largo dei Tacchiventuri) sono quanto si aspettava l’archeologa Caterina Rossetti e l’architetto Gloria Marconi che, già a settembre, avevano rilevato lesioni sull’imposta della volta e sui lati minori della cisterna. Dagli esami geologici e con il costante monitoraggio della struttura era apparso necessario e urgente la realizzazione di un sottofondo per consolidare la stabilità del terreno, molto elastico e friabile a causa di una falda acquifera a soli 80 centimetri di profondità.

Per salvare quel che resta del basamento romano in lava basaltica, e delle mura in materiale di recupero che risale alla fine dell’800 (quando la famiglia Torlonia ne ricavò un fienile), occorre intervenire tempestivamente sulla ricostruzione della parte mancante, perchè altrimenti si rischia il crollo di tutto l’edificio che è testimonianza della storia capitolina.

I fondi stanziati nel Luglio del 2008 dalla Regione ammontavano a 323.413 per le cisterne e di 319.317 euro per le ristrutturazioni monumentali del parco della Caffarella.

I lavori di restauro, dopo il lungo iter burocratico per dimostare che si trattava di suolo pubblico e ottenere i permessi delle sovraintendenze coinvolte nel progetto esecutivo, dovevano partire a marzo prossimo.

Ora, con questa nuova urgenza, ci si domanda dove siano finiti quei soldi.


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