Fratelli Graviano, confiscati beni per 10 milioni
Fratelli Graviano, confiscati beni per 10 milioni
Cronaca

Fratelli Graviano, confiscati beni per 10 milioni

Maxi sequestro per la famiglia Graviano
Maxi sequestro per la famiglia Graviano

Maxi sequestro per 10 milioni di euro ai danni dei fratelli Graviano, responsabili degli omicidi di Padre Pino Puglisi, Falcone e Borsellino.

Duro colpo sferrato ai fratelli Graviano, a Palermo. La polizia economico-finanziaria ha sequestrato beni e immobili per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Il provvedimento di confisca punta a indebolire una delle più potenti e temute famiglie della mafia siciliana. I fratelli Graviano sono considerati i mandanti dell’omicidio di Padre Pino Puglisi a Brancaccio e i responsabili delle stragi di Capaci e di via D’Amelio.

Fratelli Graviano, maxi sequestro

La polizia di Palermo ha sferrato un duro colpo a una delle famiglie mafiose più potenti e temute del capoluogo siciliano: quella dei Graviano. I quattro fratelli controllano una fitta rete di attività palermitane che garantiscono alla famiglia un ininterrotto flusso di denaro in entrata. Attraverso il maxi sequestro le forze dell’ordine hanno voluto indebolire le finanze della famiglia Graviano ma anche il suo controllo sul territorio attraverso queste attività.

Tra i beni confiscati ci sono due ville, edificate tra Altavilla e Misilmeri, otto appartamenti nel capoluogo, tre distributori di carburante per auto, un tabaccaio e un parcheggio a Palermo.

Complessivamente, si tratta di una confisca che ammonta a 10 milioni di euro.

Queste attività non venivano gestite direttamente dai fratelli Graviano, ma da una serie di prestanome. In un primo momento Nunzia, la sorella minore, ha fatto da tramite tra i fratelli maggiori e i gestori delle attività palermitane. La polizia però scoprì il giro di affari e arrestò la donna a Nizza. Da quel momento, i Graviano si servirono solo di fedelissimi insospettabili per la gestione delle attività, tra cui figurano anche diverse imprese di pulizia. Uno di questi fedelissimi è Giuseppe Faraone, che in precedenza aveva lavorato per la società Consorzio stabile Miles servizi integrati.

Puglisi, Falcone e Borsellino

La famiglia Graviano costituisce da anni uno dei punti di riferimento della criminalità organizzata di Brancaccio, a Palermo. Quattro sono i fratelli: Benedetto, 60 anni; Filippo, 57; Giuseppe, 55; Nunzia, 50. Ma sono soprattutto Filippo e Giuseppe a essere ricordati come criminali efferati a causa delle stragi di cui sono stati i mandanti e i responsabili.

Nel gennaio 1994, Giuseppe e Filippo sono stati arrestati come mandanti dell’omicidio di Padre Pino Puglisi. Il sacerdote ha fatto della lotta alla mafia la sua missione, soprattutto come parroco della parrocchia di San Gaetano, nel malfamato quartiere di Brancaccio. Proprio per la sua quotidiana azione di opposizione ai comportamenti mafiosi tra gli abitanti del quartiere è stato ucciso dai sicari dei Graviano.

Ma i fratelli sono anche ritenuti responsabili delle due stragi di mafia più famose della storia d’Italia: quella di Capaci e quella di via D’Amelio. Nei due attacchi persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Filippo e Giuseppe facevano parte di quella rete di boss mafiosi che, dopo l’arresto di Totò Riina nel 1993, hanno deciso di optare per una strategia stragista in tutta la penisola al fine di colpire duramente lo Stato. Fanno parte di questa linea gli omicidi di Puglisi, Falcone e Borsellino. Per le loro azioni e le loro responsabilità nelle stragi, i due fratelli sono stati condannati all’ergastolo. Anche i fratelli Benedetto e Nunzia si trovano attualmente in carcere.

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Lisa Pendezza
Lisa Pendezza 946 Articoli
Lisa Pendezza, nata nel 1994 a Milano. Laureata in Lettere con la passione per i viaggi, il benessere e la lettura, spera di riuscire a girare il mondo con una macchina fotografica in una mano e un romanzo nell'altra. Amante dei libri, si limita per ora a leggerne molti, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.