Frizzi, parla Valeria Favorito: "Un fratello maggiore"
Frizzi, parla Valeria Favorito: “Un fratello maggiore”
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Frizzi, parla Valeria Favorito: “Un fratello maggiore”

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La giovane, malata di leucemia a 11 anni, aveva ricevuto il midollo osseo dal conduttore. L'avrebbe voluto come testimone di nozze.

La morte di Fabrizio Frizzi ha scosso il mondo dello spettacolo e non solo. Tra coloro che lo ricordano con grande affetto c’è Valeria Favorito, la 30enne veronese cui il presentatore ha donato il midollo nel 2000, salvandole la vita. La ragazza è stata colpita dalla leucemia quando era bambina; la famiglia ha faticato notevolmente per trovare un donatore di midollo osseo compatibile per il trapianto che le ha salvato la vita. Intervistata da Il Giorno ha raccontato: “La prima volta avevo undici anni e il donatore è stato proprio Fabrizio Frizzi. Era diventato un fratello maggiore, è stato come un perdere un pezzo di famiglia”. Valeria si sposerà tra qualche mese e aveva chiesto a Fabrizio di farle da testimone di nozze. Nonostante la prematura morte del conduttore, Valeria è sicura che quel giorno sentirà ancora Fabrizio accanto a sé. “Ero andata a Roma qualche giorno fa per portargli di persona il mio invito di nozze, volevo che lui fosse il mio testimone- aveva raccontato Valeria all’agenzia Ansa poco dopo la scomparsa di Frizzi- Mi disse ‘Se le forze me lo consentiranno, oggi sto bene, domani non so'”.

Continua Valeria, che si è sottoposta a un secondo trapianto nel 2013: “Fabrizio Frizzi mi diceva negli ultimi mesi, quando lo vedevo sempre più affranto, che la forza gliela davo io perché sapeva cosa avevo vissuto”.

L’intervento

Fabio Benedetti, il medico che ha eseguito l’operazione nel 2000 e che lavora al Reparto di Trapianto del midollo ed ematologia del Policlinico di verona, ha raccontato di sapere di un donatore compatibile a Roma “(…) ma non arrivavano risposte e così mi sono impuntato”. In quei giorni Fabrizio Frizzi, testimonial dell’Associazione donatori di midollo osseo, stava ultimando le riprese della fiction. Una volta a conoscenza della gravità della situazione (“Valeria era giunta da noi da pediatria- ricorda benedetti- ed era in condizioni gravissime”), il conduttore ha accelerato i tempi: ha preso solo 48 ore per procedere all’operazione, invece dei cinque giorni previsti per il prelievo e ricovero post intervento. “Avevo undici anni- ha raccontato Valeria- quando mi diagnosticarono una leucemia mieloide acuta, mi sottoposero a una serie di esami invasivi e dolorosi e a quattro cicli di chemioterapia”.

L’incontro e la nascita di un’amicizia

La giovane ha scoperto chi fosse il suo donatore guardando la televisione: “L’ho scoperto per caso guardando un programma dal mio letto d’ospedale.

Ho capito che stava parlando di me quando ha detto che la ricevente era una persona molto giovane, senza specificare il sesso e l’età”. Valeria ha voluto incontrarlo e ringraziarlo. Rammenta Benedetti: “Lo ha raggiunto a bordo campo nello Stadio di Verona, durante una Partita del Cuore, e lì si sono abbracciati tra le lacrime. Non si staccavano più l’uno dall’altra”. I due hanno poi mantenuto un solido rapporto d’amicizia nel corso degli anni. “Un altro bel momento è stato per i 18 anni di Valeria. Tutti in un locale del centro di Verona a festeggiarla e c’era anche lui, quello che lei chiamava il suo fratello più grande”, conclude Benedetti.

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