Funerali per Genova: una delle foto più strazianti
Funerali per Genova: una delle foto più strazianti
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Funerali per Genova: una delle foto più strazianti

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Ai funerali di stato emerge una foto: una madre, in lacrime per la perdita del figlio nel crollo di Ponte Morandi, abbraccia un vigile del fuoco.

E’ ormai impresso nella memoria di ogni italiano l’evento catastrofico che ha colpito la città di Genova il 14 agosto: il crollo di Ponte Morandi ha infatti lasciato dietro di sé uno strascico di morti ed un vuoto indescrivibile nella vita di famiglie intere e amici. Per commemorare le vittime del disastro, si sono tenuti oggi i funerali di stato, da cui è emersa una delle foto che meglio rappresenta il dolore che l’Italia intera sta vivendo: una madre abbraccia un vigile del fuoco, il quale sussurra con frustrazione “Avremmo voluto fare di più“.

Una foto straziante

Ormai virale sui social, la foto della mamma di una delle vittime è diventata un vero e proprio simbolo. Essa ritrae la donna, avvinghiata ad un vigile del fuoco, che piange disperata in memoria di uno dei suoi cari, vittima del crollo di Ponte Morandi. E’ una scena angosciante e priva di qualsivoglia spiraglio positivo: si tratta di dolore puro e semplice, aggravato dall’impotenza di fronte alla morte.

Il vigile del fuoco tenta di consolarla e di darle conforto, anche se si sa bene quanto, in situazioni come queste, le parole siano del tutto superflue. Il pompiere si unisce dunque a lei nel ripensare alla grande tragedia, rimproverandosi di non aver fatto abbastanza, nonostante sia molto difficile definire che cosa si sarebbe potuto fare in aggiunta a ciò che già era stato fatto da parte del corpo dei Vigili del Fuoco.

Oltre allo scenario pungente dei funerali di stato però, si sono anche alzate voci di protesta proprio contro questi ultimi: “Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. È un dolore privato, non servono le passerelle” si è infatti sfogato sui social papà Roberto, genitore di Giovanni Battiloro, “Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve accadere più”. Molti lo hanno seguito nel suo pensiero, tanto che buona parte delle famiglie delle vittime ha deciso di svolgere la cerimonia in ambito privato.

Le testimonianze

E’ incredibile pensare che una cosa tanto terribile possa essere successa proprio nella nostra amata Italia, ma scontrandoci con la realtà non possiamo fare altro se non constatare quanto effettivamente il danno sia grande e mantenere vivi i ricordi di quei momenti per far sì che eventi del genere non capitino una seconda volta. Un valido contributo a questo scopo lo danno le testimonianze che si sono raccolte nel corso dei giorni: “Ho visto il ponte crollare davanti ai miei occhi. I detriti del crollo sono arrivati a 20 metri di distanza dalla mia macchina. Ho avuto come la sensazione che della corrente passasse dall’alto verso il basso, come se un tirante in sostanza fosse stato colpito da un fulmine” sono le parole, riportate dal quotidiano Il Secolo XIX, di Davide Ricci, testimone oculare della tragedia, che si stava recando a Nervi da Blozaneto. Un’altro racconto proveniente dalla stessa fonte è quello di Eniada Demiraj, 20 anni, residente nella zona di via Fillak: “Dormivo , ho sentito un fortissimo rumore e ho visto il ponte cadere. Ho subito dato l’allarme a tutto il palazzo e siamo corsi in strada“.

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Le prime chiamate al 112

Prima si è sbriciolato il pilone centrale, poi è venuto giù tutto il resto” urla qualcuno, nella prima chiamata effettuata al 112. “Abbiamo subito dato l’allerta, ma speravamo in uno scherzo, poi si è scatenato l’inferno di telefonate e abbiamo capito che era vero” racconta, ancora con l’angoscia addosso di quel momento, il responsabile della centrale Sergio Caglieris.

Chi era sul ponte

Le ultime, e forse le più dettagliate, sono le testimonianze di chi quel ponte lo avrebbe attraversato di lì a poco, ed ha visto dunque la morte in faccia. Una delle testimoni che ha deciso di raccontare l’accaduto è Valentina Galbusera: “Mi ricordo che ero sul ponte, e che ho visto a 300 metri crollare la ‘bretella’ una sull’altra, poi il ponte ha cominciato a muoversi come un terremoto. Volevo fare retromarcia ma non si poteva, finché un ragazzo mi ha detto di scendere dalla macchina e correre” ha detto la ragazza, parlando a Repubblica.

Molto vivide anche le immagini che rievoca Claudia Grottin, che ha narrato a FanPage: “Ho visto i tiranti sciabolare nell’aria, via, come se fossero state delle grandi fruste nere, e allo stesso tempo gli stralli accartocciarsi, spezzarsi in due, piegarsi sulla parte sinistra venendo giù e ovviamente travolgendo la carreggiata”. Una tragedia che, insomma, non potrà mai essere dimenticata, e che oggi è stata ricordata col funerale di 19 vittime.

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