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Funivia, alcuni addetti: “Quella mattina giro di prova con turisti a bordo”

La mattina della tragedia avvenuta sulla funivia di Stresa-Mottarone il giro di prova era avvenuto con turisti a bordo: il racconto di alcuni addetti.

Funivia giro di prova

Pietro Tarizzo, uno degli addetti alla funivia che il giorno del disastro aveva controllato l’integrità delle funi, ha raccontato che quella mattina, per la corsa di prova, non è salito da solo ma con altre dodici persone. Il giro che avrebbe dovuto testare l’impianto prima che la gente ci salisse aveva dunque persone a bordo, che hanno così rischiato la loro vita.

Una scelta che lo stesso Tarizzo ha criticato ma a cui non ha potuto opporsi perché “Nerini ci ha detto che il gruppo sarebbe salito con noi“.

Funivia, giro di prova con turisti

Quanto all’inserimento dei forchettoni,tra gli addetti ci sono diversi livelli di consapevolezza. Patrizia Giannini, agente di stazione, ha affermato di non essere a conoscenza della loro funzione ma di sapere solo che venivano messi a fine giornata, a impianto fermo e cabina vuota.

Qualcun altro ha invece dichiarato che “Lo sapevamo tutti che non era normale viaggiare con i forchettoni montati, ma io temevo di perdere il lavoro se avessi detto no“.

Anche Stefania Bazzaro, macchinista, sapeva invece bene fossero i rischi del dispositivo inserito. Dopo aver spiegato che era Tadini a ordinare l’applicazione dei ceppi sui freni d’emergenza anche durante il regolare funzionamento dell’impianto, ha sottolineaato che “quando gli ho chiesto se dovessi toglierli lui mi ha risposto di lasciarli dov’erano, che c’era un problema ai freni“.

Dagli interrogatori, riportati dal Corriere della Sera, emerge dunque che i dipendenti, nonostante perplessità e timori, dovevano obbedire tanto sull’inserimento dei forchettoni quanto sui giri di prova. Ennesime prove del fatto che la tragedia poteva essere evitata.

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