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Funivia, parenti e amici fuori dall’obitorio: “Chi parla di fatalità offende i nostri cari”

Tanti i parenti e gli amici delle persone decedute nell'incidente che ha coinvolto la funivia di Stresa fuori dall'obitorio: l'ultimo saluto alle vittime.

Funivia parenti amici

Sono ancora sconvolti i parenti e gli amici delle quattordici vittime del disastro della funvia Stresa-Mottarone, che fuori dall’obitorio hanno commentato con la stampa quanto successo: “Chi le definisce una fatalità insulta la memoria delle vittime“.

Funivia, parenti e amici fuori dall’obitorio

Tra le persone che si sono recate alla camera mortuaria dell’ospedale di Verbania vi sono Aldo e Sara Fontanesi, usciti dalla camera mortuaria tenendosi stretti l’uno all’altro per dare l’ultimo saluto alla loro vicina di pianerottolo Serena Cosentino, calabrese arrivata in Piemonte a metà marzo. Sara in particolare ci ha tenuto a rimarcare come non si debba parlare di tragica fatalità in relazione all’incidente per non insultare chi vi ha perso la vita.

Un’altra coppia, amici di Vittorio Zorloni e della sua compagna Elisabetta con i quali condividevano gli aperitivi sul muretto del condominio di Vedano Olona, non ha lasciato spazio agli aneddoti ma ad uno sfogo: “Tanto lo sappiamo che questa cosa enorme verrà dimenticata in fretta, e in fondo lo capiamo, c’è tanta voglia di distrarsi dopo un anno passato in casa. Ma non è giusto“.

Funivia, parenti e amici fuori dall’obitorio: presente anche la sindaca

Presente anche la sindaca di Stresa, luogo dove è avvenuta la tragedia, che ha parlato di “una scena impressionante, che non è giusto neanche descrivere“. Non si dovrebbe indulgere nei particolari, ha affermato, “e noi vogliamo tutelare in ogni modo le vittime e i loro cari“. L’importante è non dimenticare e mettersi alle spalle quel che è appena accaduto. La donna ha inoltre assicurao che parteciperà a ogni funerale, che ci saranno tante cerimonie e che si è fatta promettere dalla Regione Piemonte che le spese di trasporto delle salme saranno a carico delle istituzioni.

Funivia, parenti e amici fuori dall’obitorio:

Fuori dall’obitorio sono giunti anche membri della comunità ebraica di Torino tra cui Daniel Treves, l’addetto alla purificazione dei corpi dei suoi confratelli deceduti, e il console Avraham Eitan, appena giunto da Roma: “C’era il sole, il periodo buio che ha vissuto tutto il mondo sta finendo, c’è voglia di ricominciare. E in un attimo la vita finisce. A volte, non c’è una spiegazione“. Tra le vittime è infatti presente la famiglia israeliana di Eitan, l’unico sopravvissuto che ora lotta per la vita a Regina Margherita.

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