Furbetti del cartellino: indagati 8 dipendenti Regione Lazio
Furbetti del cartellino: indagati 8 dipendenti Regione Lazio
Cronaca

Furbetti del cartellino: indagati 8 dipendenti Regione Lazio

furbetti del cartellino

Scoperti 8 furbetti del cartellino nella Regione Lazio, in servizio a Frosinone. Contro l'assenteismo Giulia Bongiorno pensa alle impronte digitali.

La Guardia di Finanza ha indagato 8 dipendenti della Regione Lazio, in servizio presso l’Area Decentrata Agricoltura di Frosinone. Le Fiamme Gialle hanno accertato il fatto che questi lavoratori spesso timbravano il cartellino ed poi uscivano senza nemmeno entrare nel proprio ufficio. Contro i furbetti del cartellino Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica amministrazione, che annuncia “blitz a sorpresa” e nel prossimo futuro “rilevazioni biometriche” al posto del tesserino.

Indagati 8 furbetti del cartellino

Nuova operazione delle Fiamme Gialle contro i cosiddetti furbetti del cartellino. Una indagine iniziata circa due anni fa è terminata infatti questa mattina, martedì 31 luglio 2018, quando gli investigatori del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno notificato otto avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti dipendenti della Regione Lazio.

Ad essere indagati per i reati di peculato e truffa aggravata, per essersi allontanati ripetutamente ed illegittimamente dai propri posti di lavoro sono dei lavoratori in servizio presso l’Area Decentrata Agricoltura di Frosinone.

Come riferito in una nota, le indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziari sono state eseguite attraverso “mirati servizi di appostamento, pedinamento ed osservazione”. Ogni mossa dei sospettati, inoltre, è stata catturata dalle telecamere nascoste piazzate nel 2016 per comprovare l’illecito comportamento.

I finanziari spiegano che in particolare sono stati “monitorati, nel periodo da giugno a luglio 2016, tutti gli accessi della citata struttura pubblica, con specifiche inquadrature delle apparecchiature per la timbratura dei badge e dei tornelli posti all’entrata dello stabile”.

Timbrano il cartellino e vanno a fare shopping

In totale la Guardia di Finanza ha registrato oltre 4mila video, che sono stati poi raffrontati sia con i tabulati delle timbrature marcatempo, sia con le risultanze emerse dai servizi di osservazione diretta. Tale dettagliata analisi ha permesso di rilevare difatti il ripetuto comportamento illecito degli otto dipendenti oggi formalmente indagati.

In base all’accusa, questi lavoratori statali si sono allontanati “illegittimamente dal luogo di lavoro per fare shopping, o sbrigare faccende personali”. “Per alcuni di essi – spiegano le Fiamme Gialli – era diventata consuetudine recarsi al lavoro, timbrare il cartellino ed uscire immediatamente senza nemmeno entrare nel proprio ufficio”.

In base alla ricostruzione dei loro movimento, “gli stessi poi si ripresentavano nel pomeriggio, scavalcando i tornelli, per timbrare il cartellino a ‘fine servizio'”. Nel corso delle indagini i finanzieri hanno inoltre “accertato che l’autista del Dirigente pro-tempore dell’Ufficio utilizzava l’autovettura di servizio per fini personali”.

Bongiorno: verso le rilevazioni biometriche

Nell’agenda del neo ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiono nuove norme proprio contro i furbetti del cartellino. In una intervista al Corriere.it rilasciata nel giugno scorso, infatti, la Bongiorno ha annunciato che nel prossimo futuro negli uffici statali ci saranno “sopralluoghi a sorpresa” per capire se tutti i dipendenti sono al loro posto.

“Se troverò disservizi causati da difficoltà oggettive aiuteremo a colmare le lacune. Ma se emergessero inerzie saremo inflessibili” anticipa il ministro, e questo perché “l’assenteismo è un fenomeno odioso”. “La Madia ha modificato le sanzioni. – ammette – Credo si debba anche prevenire”.

Giulia Bongiorno si dice quindi favorevole all’introduzione delle “rilevazioni biometriche” come le impronte digitali (ma anche la scannerizzazione dell’iride) “per evitare che ci sia chi strisci il tesserino per altri”. “A me alla Camera le hanno prese quando c’erano i ‘pianisti’. E non sono rimasta traumatizzata” chiarisce il ministro.

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