Furher Fornero dichiara: "il lavoro non è un diritto" - Notizie.it
Furher Fornero dichiara: “il lavoro non è un diritto”
Roma

Furher Fornero dichiara: “il lavoro non è un diritto”

Le dichiarazioni della ministra Fornero al Wall Street Journal fanno semplicemente rabbrividire. Dopo l’unica lacrima versata ( disperata gocciolina scesa volontariamente per solitudine), soddisfatta dell’epurazione imminente di tutti i “cancri della società lavorative” dice: “Noi stiamo cercando di di proteggere gli individui non i loro posti di lavoro. L’attitudine della gente deve cambiare. Il lavoro non è un diritto, bisogna guadagnarselo, anche attraverso il sacrificio” .A parte il fatto che il lavoro è fino a prova contraria un diritto sancito dalla nostra Costituzione, verrebbe da chiedersi di quale diritto parla Fornero se non c’è effettivamente l’oggetto stesso di cui si ha diritto, vale a dire se non ho un posto di lavoro a che mi serve il diritto ad averlo? Sappiamo tutti infatti che il reintegro in caso di licenziamento illegittimo (come puntualizzato da Monti) sarà “un evento molto improbabile”, pertanto pare di sentire le parole del vecchio defunto Goebbels, Ministro della propaganda nazista, che sosteneva: “Mentite, mentite, qualcosa resterà” Discorso da pazzi o paradosso sofista che sia, il ddl ha incassato ben quattro fiducie grazie alla collusione dei finti partiti di opposizione, a cominciare dal Pd e dal ballerino Casini: hanno infatti votato per il sì 393 “signori”74 per il no ,46 astenuti, mentre 87 deputati Pdl su 209 hanno fatto mancare il sostegno al governo, il quale ha preferito blindarlo per avere certezza di portare a casa l’obiettivo prefissato: ossia riuscire a portare lo “scalpo” sul tavolo del Consiglio Europeo che ha inizio oggi, come annunciato dal premier Monti.

Uniche voci dissonanti in questi mesi sono state quelle dei sindacati di base, tra tutti Fiom e una Cgil ultimamente sotto tono. Sta di fatto che ieri Roma ed altre città sono state invase da manifestanti. Nella capitale sono state lanciate uova e frutta, oltre a fumogeni ed esposti cartelli, tra cui uno significativo “Monti, Alemanno,Fornero, Roma vi rimbalza”. Cgil fa sapere che si farà di tutto per cambiare il ddl e garantire adeguati ammortizzatori sociali; stessa grinta, ma dal punto di vista opposto, quella del presidente di Confindustria Squinzi, che chiede ulteriore flessibilità; unico a non volere sostanziali cambiamenti è Bonanni della Cisl, nel timore che possano essere solo peggiorativi. Anche per i precari nessuna buona nuova, tra i vari interventi correttivi concordati con il governo, come ad es. la detassazione dei premi di produttività, si avrà anche l’eliminazione del vincolo di 36 mesi oltre il quale il contratto a termine deve obbligatoriamente diventare a tempo indeterminato, insomma ritocchi qua e là per far si che il precario sia una sorta di pongo nelle manine del capo.

Gli esodati , che domanda? 65 mila sono stati salavti , che vogliamo di più? E la Mini-Aspi (indennità di disoccupazione) per i giovani? Non si discute!Il ddl prevede poi che in caso di malattia, infortunio e gravisanza di un precario, questi possa mantenere il posto, ma ovviamente niente soldi! Insomma per i licenziamente a partire dal 1 Gennaio prossimo fino al 2015, esisterà solo l’indennità di disoccupazione non agricola, prevista dal “regio decreto ” del 39; con durata tra gli 8 e i 16 mesi a seconda dell’anno in cui avviene il licenziamento e dell’età del lavoratore.Dal 1 Gennaio 2016 scomparirà la cassa integrazione straordinaria per le aziende che falliscono o vanno in liquidazione coatta amministrativa. Per la cosiddetta “transizione” al nuovo regime fino al 2016, restano le cig in deroga, per una durata max di 12 mesi, (prorogabile) su decisione del governo ed “entro i limiti delle disponibilità del Fondo sociale per l’0ccupazione e formazione”. Per ogni proroga ci sarà tuttavia una riduzione dell’assegno cig.

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