Furti di identità in rete: arrestati 14 hacker
Furti di identità in rete: arrestati 14 hacker
Cronaca

Furti di identità in rete: arrestati 14 hacker

Catania: 14 hacker in manette
Catania: 14 hacker in manette

In manette 14 pirati del web, gli hacker del catanese hanno sottratto identità digitali in tutta Italia architettando complesse truffe online.

Raggiri e frodi via web. Sotto la direzione della Procura di Catania, la Polizia Postale ha scoperto una associazione a delinquere dedita al cyber crime finanziario. Alle 10.30 di martedì 2 luglio è stata indetta una conferenza stampa per spiegare come sia stato possibile bloccarli. Il conto degli hacker indagati è di oltre quaranta persone, tutte residenti nel catanese, tra i comuni di Giarre, Riposto e Fiumefreddo di Sicilia.

Le truffe degli hacker e le sim clonate

All’inizio erano specializzati in furti “SIM SWAP”: individuata la vittima, si procede con l’acquisizione dei suoi dati e credenziali di home banking, operazione che richiede una conoscenza profonda dei codici di programmazione e ingegneria informatica. Fatto ciò si procede con la creazione di credenziali ad hoc, necessarie per creare un clone della sim card, sostituirla con quella della vittima e accedere al conto corrente online direttamente dal telefono. La sim originale era di conseguenza disabilitata, ma il proprietario di certo non collegava il malfunzionamento improvviso al furto delle proprie credenziali.

La brutta notizia arrivava al momento della lettura dell’estratto conto.

L’organizzazione criminale punta in alto e nel 2015 realizza il primo vero colpo: 300 mila euro sottratti ai clienti di una banca online, operante in tutta Italia. I titolari della società sporgono denuncia e la Polizia Postale di Catania si interessa al modus operandi dell’associazione.

I raggiri degli annunci online

Alcuni membri sono stati attivi anche nell’ambito delle truffe online più comuni: in particolare, prediligevano la pubblicazione di annunci falsi, soprattutto nella piattaforma specializzata di “Subito”. Per ottenere i proventi dei reati era necessario che alcuni soggetti si intestassero delle carte prepagate, nonché schede telefoniche per mantenere aperti i contatti con le vittime. Gli ignari clienti facevano riferimento proprio a questi riferimenti, convinti dai vantaggi che gli annunci, falsi, proponevano loro. Per lo più si trattava di offerte legate alla vendita di smartphone, pezzi di ricambio per automobili, apparecchiature elettroniche. Una volta presi i contatti, gli acquirenti provvedevano al pagamento, versando le cifre richieste su appositi indirizzi IBAN, per poi perdere definitivamente le tracce del sedicente venditore.

L’indagine degli specialisti

Combattere l’associazione con le sue stesse armi non è stato per nulla semplice. La Procura di Catania si è avvalsa dell’aiuto di specialisti nel contrasto del Financial Cyber Crime della Polizia postale di Messina, di Palermo e Reggio Calabria. Il Gip del Tribunale di Catania ha emesso i mandati di perquisizione per almeno quaranta persone. Inoltre, le forze dell’ordine hanno sequestrato diverso materiale informatico che sarà sottoposto a ulteriori analisi, da parte del personale competente.

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Andrea Danneo
Andrea Danneo 549 Articoli
Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in Lettere moderne a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.